DEUS
Following Sea
Genere: rock
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One thing about waves.
Basta prendere la traccia numero dieci (ghost track?) di questo “Following Sea”, nuovo lavoro dei dEUS, per convincere il sottoscritto che Tom Barman è molto più dotato e capace di gran parte dei musicisti odierni.
Un pugno di canzoni uscite dalla stesura del precedente album ( “Keep You Close”, solamente un anno fa) che il cantante belga non ha voluto tenere solamente per i live o i b-sides e ha deciso di pubblicare in un nuovo cd.
Come lui stesso spiega in una nota ufficiale: C’erano alcune canzoni che non volevamo perdere, che non volevamo stessero a prendere polvere su uno scaffale per quattro anni, e abbiamo deciso di cambiare il nostro solito modo di lavorare, di fare meno i ‘ preziosi’, finendo i brani velocemente per renderli disponibili al pubblico. E’ il fottuto 2012, l’idea di aspettare mesi prima di pubblicare qualcosa è così fuori moda.”
Dieci ottime intuizioni con dei picchi di eccellenza che ne fanno una delle migliori sorprese del 2012 senza alcun dubbio.
Un lavoro che si apre con sonorità vicine a “Worst Case Scenario”: “Quatre Mains” e che si dipana decisamente più luminoso e ‘spensierato’ del precedente, ma regala in egual maniera grandi emozioni. Bastino su tutte “Sirens” e “Nothings”, dove ilmarchio di fabbrica del gruppo belga è chiaro e ben delineato, in uno splendido equilibrio fra rock e pop ed un Barman quasi cantautorale nell’approccio alle parole.
E anche brani più sperimentali ed elettronici come “Girls keep drinking” o assolutamente più pop come “Nothings” riescono a non annoiare, ma a rinnovarsi ascolto dopo ascolto.
“Following Sea” consacra i dEUS come una delle migliori realtà musicali del nuovo millennio, lunga vita a Tom Barman!!!
2. Sirens
3. Hidden Wounds
4. Girls Keep Drinking
5. Nothings
6. The Soft Fall
7. Crazy About You
8. The Give Up Gene
9. Fire Up the Google Beast Algorithm
10. One Thing About Waves
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18 giugno 2012 @ 09:58
Semplicemente geniale.
19 giugno 2012 @ 14:08
sempre troppo poco considerati
non mi hanno mai deluso
19 giugno 2012 @ 19:20
l’inattesa uscita di questo nuovo album mi ha piacevolmente stupito, più omeno quanto un involontario astinente lo sarebbe se si trovasse a casa di Hugh Hefner.
19 novembre 2012 @ 22:40
L’ultima è un pezzone,punto e basta…e disco più ke buono nel complesso