HOT CHIP
In Our Heads

 
 
 

Ricordo come se fosse ieri quel pomeriggio dell’estate 2006, nel mezzo del salotto a guardare Mtv Brand New (pace all’anima sua). Poi un tizio, che definire pittoresco è poco, si para oltre lo schermo e insieme alla sua combriccola attacca un irresistibile pezzo intitolato “Over and over”. Nome della band: Hot Chip. Aaaaaaaaaah ecco chi sono! (Avevo da poco letto un’intervista a Julian Casablancas in cui diceva che avrebbe volentieri fatto parte del collettivo londinese).

Odendo in lontananza i vostri E sticazzi? (ma oh, in qualche modo dovevo anche iniziare) mi accingo a entrare nel merito della questione.

Sei estati e due dischi dopo quel gran popò di “The Warning”, la voce del pittoresco tizio occhialuto che risponde al nome di Alexis Taylor torna a risuonare nelle mie cuffie.
In questo “In Our Heads”, Taylor e soci proseguono quel discorso meno stravagante e più intimo già abbozzato in “One Life Stand”. Senza per questo rinunciare alla solita miscela di electropop-house eighties un po’ scazzona, s’intende. Le slow ballads dolceamare ci sono sempre (“Look at where we are” e “Now There is Nothing”) ma è la pop dance a farla da padrona, con qualche incursione in lande neworder-iane (“How Do You Do?”).
Sono dei gran raffinatoni gli Hot Chip, persino quando confezionano la perfetta colonna sonora di un “Le comiche” (con Renato Pozzetto e Paolo Villaggio) nella coda di “Don’t Deny Your Heart”.
Diciamo anche, per la verità, che la raffinatezza va un po’ a farsi benedire in “Night and Day”. complessivamente, però, “In Our Heads” è un disco liscio (attenzione: non piatto, le stratificazioni sonore non mancano affatto), levigato, rifinito ed elegante. E si ascolta tranquillamente dall’inizio alla fine, sempre che abbiate un’ora libera perchè non è propriamente brevissimo. Per dire, ci sono due pezzi di oltre 7 minuti (dei quali “Let Me Be Him” mi sa proprio tanto di Simply Red).

Ciò che mi lascia un pochino perplesso è che, ecco, forse è troppo liscio, troppo elegante e troppo raffinato. Manca il groove assassino che ti fa sobbalzare dalla sedia e ti fa scuotere il culo per bene. Beninteso, avercene di band così, ma qualche guizzo in più mettendo un attimino in secondo piano la quasi-perfezione formale avrebbe giovato, e magari staremmo parlando di un capolavoro.

Oh tra l’altro, Alexis, lo accontentiamo Julianino nostro?

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In Our Heads
[ Domino – 2012 ]
Similar Artist: Hot Chip, New Order
Rating:
1. Motion Sickness
2. How Do You Do
3. Don’t Deny Your Heart
4. Look At Where We Are
5. These Chains
6. Night And Day
7. Flutes
8. Now There Is Nothing
9. Ends Of The Earth
10. Let Me Be Him
11. Always Been Your Love

Ascolta “Flutes”

Tracklist
 
 

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