banner

TY SEGALL BAND
Slaughterhouse

8 agosto 2012

Genere:

I Am Oak

Banale premessa genealogica: Nessuno, in ogni ‘arte’, come in musica, produce dal nulla; anche le più fulgide creatività si fondano su dinamiche di mimesi, autocombustivi intrecci d’influenze, atmosfere e ispirazioni. Fin troppo presente in questo marasma ideale, possiamo distinguere per massimi sistemi, una particolare tipologia di discendente musicale : lo ‘Stilista Vintage’. Sorvolando l’evidente contraddizione in termini, stiamo pur sempre parlando di moda, lo ‘Stilista Vintage’ non fa altro che pescare un capo di successo dal passato (es. shorts a vita alta), cambiare la disposizione di qualche cucitura e apporre la propria etichetta.

Naturalmente ciò non ha un effetto completamente livellante, c’è pantalone e pantalone, cucitura e cucitura, etichetta ed etichetta; il nostro amico Ty Segall è un ragazzo di gran classe e sarà proprio dura uscire senza i vostri “nuovi” shorts. “Slaughterhouse” , prima prova sotto la nomenclatura Ty Segall Band, rappresenta il culmine compositivo di un percorso fatto da 5 album solisti e un incalcolabile quantità di split, collaborazioni ed EP.

Si,stiamo parlando del solito album di garage rock californiano,ma una volta tanto ci passa tra le mani qualcosa di infuocato e compatto,qualcosa che a sentirlo gli MC 5 si sentirebbero ancor più importanti. Difatti sugli 11 brani grava un ascendente hard rock (“The Tongue” e “Wave Goodbye” in particolare), parimenti accompagnato dal marchio di fabbrica, o meglio etichetta, di casa Segall : l’attitudine Lo-fi (“Slaughterhouse” e “The Bag I’m In” ). L’ unico bottone fuori posto sembra essere la conclusiva “Fuzz War” ( dieci minuti in cui Feedback, Fuzz, rullate di timpani e cigolii metallici si aggrovigliano confusamente ), la quale finisce per suonare come una dichiarazione d’intenti un po’ pretenziosa e autoreferenziale.

Ma per questa volta l’ amico Ty sceglie le rifiniture giuste, azzeccando una manciata di melodie magnetiche (“Tell Me What’s Inside Your Heart” e “I Bought My Eyes”), ed ecco pronti un bel paio di shorts, di quelli da indossare alle feste con tanto alcool dove i vestiti si sporcano facilmente. Se invece vogliamo essere sicuri che il garage rock e la california abbiano ancora da dare mise più sconvolgenti, ci conviene frugare nel guardaroba alla ricerca di Purling Hiss e Thee oh sees.

Slaughterhouse
[ In The Red - 2012]
Similar Artist: MC 5, Stooges, Thee oh sees
Rating:
1. Death
2. I Bought My Eyes
3. Slaughterhouse
4. The Tongue
5. Tell Me What’s Inside Your Heart
6. Wave Goodbye
7. Muscle Man
8. The Bag I’m In
9. Diddy Wah Diddy
10. Oh Mary
11. Fuzz War

 

Articoli Correlati:

1 commento »

Ultime recensioni

TrogloDigital

SMANIA UAGLIUNS
TrogloDigital

Non per vantarci (non troppo almeno), ma degli Smania Uagliuns noi parlammo con assoluto…

Una Nessuno Centomila

UNA
Una Nessuno Centomila

Basterebbero pochi ascolti di “Una Nessuna Centomila”, per essere attratti dalla musica di Marzia…

Field Of Reeds

THESE NEW PURITANS
Field Of Reeds

Tra gli shock musicali più grossi della mia vita ci fu l’acquisto di “Spirit…

Kveikur

SIGUR ROS
Kveikur

Ascoltando l’ultimo pezzo del nuovo disco dei Sigur Ros mi è venuta in mente…

Once I Was An Eagle

LAURA MARLING
Once I Was An Eagle

In una interessantissima recente intervista al Guardian, Laura Marling parla del suo trasferimento a…

Vow

NAAM
Vow

Dopo un primo album omonimo pesante e ipnotico come pochi e un concept EP…

Like Clockwork

QUEENS OF THE STONE AGE
Like Clockwork

Sarà, ma ascoltando il nuovo album dei QOTSA, gli anni Novanta sembrano proprio un…

BE

BEADY EYE
BE

Non un ritorno trionfante quello dei Beady Eye a due anni di distanza dal…