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NAS
Life Is Good

10 agosto 2012

Genere:

NAS

(dialogo immaginario tra me e Nasir Jones, in arte Nas, prima di ascoltare il suo ultimo lavoro)

Nessuno si aspetta che tu rifaccia “Illmatic”. Nessuno, Nasir, mettitelo bene in testa. Ma da te la gente esige la qualità, non tanto a livello di liriche perché stiamo parlando di uno dei migliori liricisti in circolazione da 18 anni a questa parte, l’erede diretto di Rakim; quanto a livello di liriche, perché caro Nasir non puoi cannare ogni volta la scelta dei beat, scegliendo delle robe imbarazzanti. Da “God’s Son” non ci stai capendo tantissimo musicalmente, caro mio…ovviamente se escludiamo il disco con Damian Marley, ma quello è un episodio a parte.

No Nasir, io sto parlando degli ultimi tuoi dischi, dove rappavi su musica orrida, su materiale che non è fatto per te. Comunque dai, mettiamo play e vediamo un po’…

“Life Is Good” è stato preceduto da alcuni singoli mirati, ovvero “The Don”, “Daughters” e “Nasty”. E devo essere sincero, per la prima volta sono partito prevenuto nei confronti di Nas. Per carità, i singoli sono stati scelti bene, lontani dallo stereotipo radiofonico, ma troppe volte a un singolo adeguato non è corrisposto un album valido. E invece…buongiorno! A parte il rhyming di Nas, come detto sempre ottimo (e in effetti da quel punto di vista non è mai stato un problema), sono i beat a stupire, dal forte sapore ‘90s e sempre ben prodotti, come poche volte volte successo sugli ultimi album.

Da “No Loco-Motive”, con Large Professor e palate di stile e flow che si sprecano su un beat minimale e sporco, a “World’s An Addiction” con Anthony Hamilton, non c’è un pezzo uno che non valga la pena di essere riascoltato, in particolare “Daughters” (ovviamente), che campiona “Dust To Dust” di Cloud One, “Accident Murderers” con Rick Ross e il suo flow grassissimo (-nota a parte, una volta per tutte: Rick Ross è un buon rapper, nonostante l’estetica troppo forzata, sicuramente oltre il livello medio dei rapper mainstream che vengono dal sud degli States), tutte prodotte da NO I.D. (collaboratore storico di Common), e “Reach Out” con Mary J. Blige sul campione di “Ike’s Mood” di Isaac Hayes, prodotta da Salaam Remi, uno dei responsabili del successo di Amy Winehouse. Il disco perde un attimo di mordente con “Summer On Smash”, prodotta e con la collaborazione di Swizz Beatz, semplicemente fuori posto su questo disco, e con “You Wouldn’t Understand”, nonostante una discreta produzione di Buckwild (peso massimo del beatmaking newyorkese e membro della crew di superstar underground Diggin in The Crates), semplicemente una traccia nella media.

A “The Don”, prodotto da Heavy D, Salaam Remi e Da Internz, primo singolo estratto, produzione spessa e rhyming a prova di bomba che sono sicuro entrerà in mille playlist di gente che non si accontenta del rap da classifica , segue  il duetto con Amy Winehouse prodotto da Salaam Remi (francamente evitabile) e poi Nas ci racconta del suo matrimonio (finito) con Kelis in “Bye Baby”, facendo cedere l’ascoltatore alla tentazione di ripartire subito dalla traccia numero uno.

Bentornato Nasir, quanto ci sei mancato. Acquisto obbligato per uno dei migliori dischi rap del 2012.

Life Is Good
[ Def Jam - 2012 ]
Similar Artist: Rakim, AZ, Jay-Z, Notorious B.I.G., The Firm
Rating:
1. No Introduction
2. Loco-Motive
3. A Queens Story
4. Accident Murderers
5. Daughters
6. Reach Out
7. World’s An Addiction
8. Summer On Smash
9. You Wouldn’t Understand
10. Back When
11. The Don
12. Stay
13. Cherry Wine
14. Bye Baby

 

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