DIIV
Oshin

[ Captured Tracks - 2012 ]
7.5
 
Genere: post-punk, dream pop, alternative rock
 
3 Ottobre 2012
 

Vi state domandando in che condizioni versi l’indie-rock made in New York? Ecco a voi i DIIV.
Nati all’origine come Dive, nome tratto da una canzone dei Nirvana, poi mutato in DIIV, e dalla necessità del chitarrista Zacharay Cole Smith dei più noti Beach Fossils di dar vita a un progetto solista, ben presto il progetto si evolve in una vera e propria band e ad affiancare il (finto)biondo ecco quindi aggiungersi l’amico d’infanzia Andrew Bailey (chitarra), Devid Ruben Perez (basso) e Colby Hewitt già batterista degli Smith Westerns.

“Oshin” loro album di debutto, pubblicato dalla stessa Captured Tracks nel cui roster compaiono i sopracitati Beach Fossils, suona esattamente come ci si aspetterebbe guardando una qualsiasi foto che ritrae Smith&co. Un suono tossico e acido, in cui sopra è posata una patina di smog urbano, che rimanda a tratti al più melodico dream-pop, reso dai quattro più teso e cupo rispetto al format tradizionale, a tratti invece alla cosmicità del Krautrock o ancora alla più ‘frivola’ new-wave.
Le canzoni dei DIIV costruite sulla classica struttura strofa-ritornello poggiano interamente sull’intreccio tra voce riverberata, che rende i testi spesso indecifrabili, e jingle di chitarra graffianti; un post-rock tossico che sputa cemento e che riesce a fotografare il caos e il grigiore della metropoli da cui i quattro cercano di estraniarsi.

Ecco, ascoltando questo “Oshin” non vi resta che immaginarvi seduti sul tetto di un altissimo grattacielo Newyorkese, gambe a penzoloni nel vuoto, e con dinnanzi a voi nient’altro che un orizzonte grigio e nebbioso cui fa da cornice, in sottofondo, il tipico frastuono del traffico delle grande metropoli e ovviamente il ‘caos’ della musica targata DIIV.

Tracklist
1. (Druun)
2. Past Lives
3. Human
4. Air Conditioning
5. How Long Have You Known?
6. Wait
7. Earthboy
8. Druun pt. ii
9. Follow
10. Sometime
11. Oshin (Subsume)
12. Doused
13. Home
 
 

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