STEALING SHEEP
Into The Diamond Sun

 
 
22 Ottobre 2012
 
Stealing Sheep

La Heavenly Recording raddoppia la puntata con gli album di debutto più interessanti dell’anno. Archiviati i TOY e la loro psichedelia krauta, occupiamoci ora delle Stealing Sheep, terzetto femminile alla prima pubblicazione con “Into the Diamond Sun”. L’album copre un’area che quest’anno sembrava lasciata un po’ a sé stessa, quella del freak folk, che l’anno scorso è stato ben difeso da Tune Yards con il suo “whokill”. Lo stile delle Stealing Sheep però è molto diverso da quello robusto e percussivo della Garbus, è altrimenti arioso e sfaccettato, una perfetta miscela tra le intricate trame tipiche del folk scandinavo e le atmosfere campestri proprie del folk tradizionale inglese.

Rebecca, Emily e Lucy sono di Liverpool e oltre guardare al folklore della propria madrepatria, tanto cara sia alla PJ Harvey di “Let England Shake” quanto all’ultimo Patrick Wolf di “Sundark & Riverlight”, stanno bene attente a rispettare un altro tipo di tradizione, quella del rock inglese tipicamente anni ’70, razziato con furia elegante dalle tre musiciste provette. L’artwork di “Into The Diamond Sun” è non a caso una citazione della copertina di “The Piper at Gates of Dawn” dei Pink Floyd, con entrambe le band filtrate da una lente distorsiva appunto “a diamante” che moltiplica l’immagine. Presi come riferimento, non solo visivo ma anche sonoro, sia dalle Stealing Sheep che dai colleghi di scuderia TOY.

Rebecca, Emily e Lucy del resto non potevano scegliersi nome migliore. Sibillino questo “Stealing Sheep”, perché effettivamente “Into The Diamond Sun” assieme alle pecore ti ruba anche il sonno. Ascoltarlo è un piacere per le orecchie e un tormento per il cervello: le prime si lasciano trascinare dalla musica, mentre il cervello è lì a scervellarsi nel risolvere il grande enigma, cercando di incastrare tutti i pezzi e cogliere tutti i riferimenti. Ma come Alice si smarrisce nel mondo delle meraviglie inseguendo il bianconiglio, la stessa fine fa l’ascoltatore che insegue uno dei tanti sentieri delineati da “Into The Diamond Sun”.

“Into The Diamond Sun” è un prisma di suoni raccolti nei luoghi più disparati e curiosi della cultura popolare, che le tre musiciste sono state in grado di far coesistere all’interno di una aggraziata forma-canzone, senza mai tediare l’ascoltatore o esasperarlo con imbarazzanti cincaglierie sonore. Non ce ne vogliano i loro colleghi di etichetta, ma il debutto delle Stealing Sheep è un bell’esempio di come l’arte del collage se messa in mani sagge può dare solo buoni frutti. Promosse e a pieni voti.

Into the Diamond Sun
[ Heavenly – 2012 ]
Similar Artist: Sin Fang Bous, Seabear, Jonsi, DM Stith, Beach House, Of Montreal, TOY

Rating:

1. The Garden
2. Shut Eye
3. Rearrange
4. White Lies
5. Genevieve
6. Circles
7. Gold
8. Shark Song
9. Liven Up
10. Tangled Up In Stars
11. Bear Tracks

Ascolta “Into The Diamond Sun”

Tracklist
 
 

Porcelain Raft – Come Rain

Sono ormai quattro gli album che Mauro Remiddi ha realizzato con il nome di Porcelain Raft, oltre a numerosi EP e singoli che hanno segnato ...

Subsonica – Mentale ...

La band torinese a sorpresa lo scorso 24 aprile pubblica questo nuovo album, che in realtà nuovo non è, il quale racchiude dieci brani ...

Guernica – N.O.I. Nessun ...

Mancavano all’appello discograficamente da un sacco di tempo i Guernica di Tony D’Alessio (voce), Goffredo De Prisco (chitarra e ...

Fake Names – Fake Names

È arrivato il momento del debutto sulla lunga distanza per i Fake Names, un supergruppo nato poco più di quattro anni fa dal desiderio di ...

Diet Cig – Do You Wonder ...

Scritto a Richmond, Virginia, dove la band statunitense si era trasferita nell’estate del 2017, “Do You Wonder About Me?” viene ...