JOHN FRUSCIANTE
PBX Funicular Intaglio Zone

 
 
30 Novembre 2012
 

Catalogare e spiegare il Frusciante solista è qualcosa di davvero complesso. Riuscire a decifrare appieno il suo mondo non è una facile impresa. Infatti, se qualcuno, oggi, venisse a domandarmi a bruciapelo, che tipo di musica suona colui che è solito uscire, rientrare e riscappare dal gruppo, gli risponderei, in modo quantomeno tautologico, che Frusciante fa semplicemente Frusciante. E basta. Bella risposta, no? Non troppo, a dire il vero. Specie se si conta che il musicista in questione vanta una serie di dischi fantastici, che attraversano i generi in maniera abbastanza trasversale. Si può passare da un rock cantautorale, dagli accenti qua e là neilyoungiani, a brani in cui predomina il lo – fi; o ad altri dove la psichedelia fa da padrona, che magari si lega a una dimensione più intimistica colma di trame acustiche. Oppure, ci si ritrova dentro scenari più tendenti all’incontro tra elettronico e analogico. E questo è anche il caso del nuovo “PBX Funicular Intaglio Zone”, il quale preannuncia faville sin dal titolo, e i cui accenti sono senz’altro più spostati verso il sintetico.

Come in molti avranno già capito, bisogna dimenticarsi le atmosfere dilatate del bellissimo “The Empyrean”. Siamo, in effetti, assai più prossimi a quanto ascoltato nell’Ep “Letur Lefr”, dove si è avuto modo di sentire quello che John ha definito «progressive – synth pop». Una definizione calzante, mi viene da dire; poiché nei nove episodi di “PBX” (undici nell’edizione giapponese) si assiste a una vera e propria contaminazione del genere tanto in voga negli anni Ottanta, del quale, nell’ultimo decennio, sì è tentato a più riprese il revival. Ecco: scordatevi l’operazione retromania. Qui, si adopera un linguaggio che è proprio solo del suo autore: una sequenza di brani caotici e mai lineari, matti e all’apparenza sconclusionati, che con gli ascolti rivelano però una loro grazia. Ritmiche serrate e precise si alternano ad altre del tutto sghembe: il suono dei sintetizzatori si sposa a sporadiche incursioni chitarristiche, a concessioni all’hip – hop (ospite del disco, Kinetic 9) e a echi dubstep, già sperimentati dall’ex – Red Hot Chili Peppers. In tutto questo, la melodia, pur non facendo da padrona, non resta un ricordo lontano, facendo capolino in alcuni, inattesi momenti cristallini.

È sempre un bell’evento, una nuova uscita a nome John Frusciante; cosa che per fortuna avviene piuttosto di frequente. Anche nella più imperfetta e sgangherata delle sue produzioni si può sempre ritrovare quella sanissima voglia di rimettersi in discussione: divertendosi, senza mai strafare o sfociare nell’onanismo fine a se stesso. C’è tanta creatività, nel suo universo: ma soprattutto c’è molto amore per il mondo delle sette note, che inevitabilmente arriva dritto alle orecchie e al cuore dell’ascoltatore. Che magari, a sua volta, ha voglia di imbracciare la chitarra o di mettere mano alla tastiera per scrivere un pezzo e poi registrarlo.

Di musica, al giorno d’oggi, probabilmente ce n’è pure troppa; ma di musicisti così pare non ce ne siano mai abbastanza.</p>

PBX Funicular Intaglio Zone
[ Record Collection – 2012]
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Rating:
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Tracklist
 
 

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