MEMORY TAPES
Grace/Confusion

 
 
11 Gennaio 2013
 

Memory Tapes, Dayve Hawk per i suoi neighbors, sembra fare un po’ di confusione (e potrei giocarmi tutta la recensione tra i termini di grazia e confusione del titolo, ma non lo farò): pubblica un album di sei tracce che io davvero non so come interpretare – pochi pezzi, ma lunghi e complessi tanto basta per farmi credere per qualche giorno che quello che stavo ascoltando fosse solo un’anteprima. Le tracce sono rimaste quelle, sei, con una durata media di sei-sette minuti: “Grace/Confusion” sembra un bel libro che si interrompe prima di arrivare a conclusione e che si è dilungato troppo sui preparativi, ampolloso e disorganico, i cui momenti migliori non riescono a redimere davvero quel capitolo sulla storia della pesca di trote nel lago dietro casa del nostro eroe – e a noi della pesca non ci interessa poi molto, con tutto il rispetto; vorremmo solo sapere cosa succede poi, ma il libro di chiude e ci troviamo con la quarta di copertina in mano e un sacco di informazioni francamente inutili su argomenti di cui non avremmo mai voluto leggere.

Il fatto è che, però, Davye Hawk voleva proprio questo, parlare di tutto quello che a noi pare non interessare – di cosa è capace già ce l’aveva dimostrato nel 2009 con “Seek Magic” e musicalmente siamo tornati nuovamente da quelle parti.

È interessante come certe persone, di talento maturo, arrivino poi a pubblicare qualcosa che è calcolatamente confusionario, incerto, dall’imperfezione fertile di un esordio prodotto a distanza di anni, un’adolescenza (musicale) ritardata: sto riascoltando adesso “Bicycle” dal disco del 2009 e non è che la versione perfezionata di una traccia qualsiasi di “Grace/Confusion”. Eppure l’ha detto lui stesso, voleva costruire un disco che rispecchiasse, intenzionalmente, il suo sentirsi a mess, condizione che qualsiasi singolo di tre minuti è incapace di rappresentare. E che invece la coda finale di “Sheila” – gli ultimi tre minuti, in verità – rappresentano alla perfezione.
Quindi? C’è qualcosa di ironico nel rappresentano alla perfezione che suona tanto come un è bravo ma non si applica o come un sta esprimendo se stesso a giustificazione di un lavoro che non ci piace, ma che ci sentiamo cattivi a condannare (lieve vena paternalistica o da professoressa delle medie che cerca di incoraggiare il ragazzino insicuro e che deve sicuramente nascondere del potenziale, ma non si sa dove); un tono che preferirei evitare di usare, anche perché alla fine “Grace/Confusion” non è un cattivo lavoro, né un lavoro riuscito così male; è esattamente come è stato programmato, e la precisione dei contorni è un dettaglio di cui possiamo smettere di preoccuparci per una volta. In tutto questo, il vero peccato che ha commesso Davye Hawk non è quello di costringerci a lunghi minuti di caos sonoro, ma piuttosto che quella confusione è la versione sbiadita di qualcosa che abbiamo già sentito e fatta pure meglio, il peccato è che “Neightborhood watch” è una traccia carina, ma che manca il segno – di poco, ma lo manca.

È un album che può servire a testimonianza di una fase di un artista, la volontà di registrare le onde e le maree di un talento del New Jersey, un album che cammina sul filo tra l’essere stucchevole e già datato e perfettamente in linea con i tempi (come certi maglioni pieni di glitter che non riescono a fare il giro e a tornare belli – per catturare la densità del momento bisogna avere allenamento e attitudine, non si fanno concessioni, altrimenti assomigliamo tutti al Colin Firth vestito di lana e renne dei party natalizi di Bridget Jones, per citare qualcosa di sinceramente uncool).

C’è un’immagine che continua a girarmi in testa ascoltando “Grace/Confusion”: quella di una discoteca dalle feste a tema, un branco di adolescenti con i pattini a rotelle che girano in tondo, sotto una di quelle palle coperte di specchietti e possibilmente da qualche parte vedo anche una macchina del fumo – un po’ la festa più cool dell’anno, un po’ luna park di provincia; a volte è solo questione di punto di equilibrio.

Grace/Confusion
[ Carpark – 2012 ]
Similar Artist: Toro Y Moi, Chad Valley
Rating:
1. Neighborhood Watch
2. Thru the Field
3. Safety
4. Let Me Be
5. Sheila
6. Follow Me

Ascolta “Sheila”

Tracklist
 
 

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