BACHI DA PIETRA
Quintale

 
 
14 Gennaio 2013
 
Bachi Da Pietra

Non ricordo quando è stata l’ultima volta in cui un disco mi è rimasto così impresso dentro come avvenuto con “Quintale”, tanto da cercarlo in ogni momento libero, voler ascoltare anche solo una singola traccia, più e più volte, per scavarla e farmi scavare. D’acchito potrei citare “Neon Golden” dei Notwist, un decennio fa, trovare un disco non cercato che incarni le proprie sensazioni e influenzi gli ascolti a seguire, se poi dovessi farmi pendere la mano dal gioco a ritroso potrei continuare con “In the Aeroplane Over the Sea”, Up” o “In Utero” e comprendere che nei Novanta ero più propenso al cambiamento. Oggi preferisco affidarmi all’inesorabilità, alla pesantezza e alla rabbia, dunque il nuovo lavoro dei Bachi da Pietra mi calza a pennello.

Non sono mai stato fan di Giovanni Succi e Bruno Dorella, lo fossi stato non avrei voluto così fortemente recensire questo disco, ma dopo lo split in combutta con i Massimo Volume e il lavoro del primo con La Morte, sentivo che ne sarebbe valsa la pena. Non sbagliavo. “Quintale” è un lavoro che si muove per paradossi: mescola un suono nervoso e duro a una fruibilità, propria del verbo rock’n’roll, mai toccata da queste parti; una musica possente fatta dalla semplicità della chitarra e della batteria (più qualche sprazzo dell’evocativo sax di Arrington De Dionyso degli Old Time Relijun) e da testi che affrontano tematiche complesse, con ironia, cinismo se vogliamo ma con la precisa intenzione di farsi capire. Un disco che parte dagli archetipi del rock duro (“Haiti”, “Enigma”) e del blues (“Mari Lontani” già un classico), virando sullo stoner (“Coleotteri” ma pure la straordinaria “Sangue”) “cullandosi” anche nella classica ballad ma non aspettatevi smancerie (“dio del suolo”). Registrato completamente in analogico e su nastro da Giulio Favero a La Sauna di Varano Borghi, il quinto disco dei Bachi restituisce un suono caldo e profondo a quella materia tagliente e dura che è il rock, che troppo spesso in questi anni è stato affrontato con approssimazione dovuta alla supponenza di chi si professa innovatore essendo in realtà semplicemente mediocre. “Quintale” rappresenta la ribellione della musica ai nostri iPod, alle contaminazioni che hanno ormai appestato, è il ritorno alla terra e sulla terra. Non credo troverete niente di più moderno in questo anno che nasce. Vale la pena di spendere la parola classico per un disco in cui tutto va nella giusta direzione, un disco necessario e che rimarrà, sono pronto a scommetterci, come sono pronto a scommettere che farà cosa buona e giusta chi andrà a sentirli dal vivo nel tour che parte a giorni.

Cover Album

Quintale
La Tempesta – 2013 ]
Similar Artist: Kyuss, Tom Waits, Afterhours, Ronin
Rating:
1. Haiti
2. Brutti Versi
3. Coleotteri
4. Enigma
5. Fessura
6. Mari Lontani
7. Io lo vuole
8. Pensieri Parole Opere
9. Paolo il Tarlo
10. Sangue
11. Dio del suolo
12. Ma anche no
13. BARATTO@BACHIDAPIETRA.COM (solo nella versione digitale dell’album)
Tracklist
 
 

Ulver – Flowers Of Evil

Il viaggio degli Ulver nei meandri del synthpop prosegue con le otto tracce di “Flowers Of Evil”, un album cui spetta il non semplice ...

Marsicans – Ursa Major

L’estate è ormai finita, ma ogni occasione è buona per ricordare la musica uscita in questo periodo. Tormentoni a parte, sono state ...

Paul Epworth – Voyager

Paul Epworth, famoso produttore che ha fatto la fortuna di artisti molto diversi come Adele, Coldplay, Bloc Party, Florence + The Machine, ...

Fleet Foxes – Shore

Oggi non è un giorno a caso, ma l’equinozio d’autunno. Il 22 settembre, infatti, è stato volutamente e simbolicamente scelto da Robin ...

Matt Costa – Yellow Coat

La carriera di Matt Costa inizia nell’ormai lontano 2003 con il suo omonimo primo EP, pubblicato da Venerable Media: passano appena due ...