HILLY EYE
Reasons To Live

 
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1 febbraio 2013
 
Hilly Eye

Hilly Eye è uno dei tanti progetti nati dall’estro e dall’inventiva di Amy Klein, polistrumentista di razza con una passione bruciante per il violino e la chitarra, dopo aver concluso senza troppi rimpianti l’esperienza all’interno di quel collettivo-famiglia allargata che sono i Titus Andronicus. Ad affiancarla in questa nuova avventura l’amica e sodale Catherine Tung alla batteria. Un duo in cui i vocals vengono divisi democraticamente a metà, capace di fondere il meglio di quanto è uscito da Brooklyn nell’ultimo periodo con la tradizione americana più pura.

Le lunatiche “Amnesia”, “American Rail” e “Jacob’s Ladder” flirtano con il rock più classico arricchito da qualche tocco di psichedelia mentre il tono sospeso, cupo e dark di “Louisville” ricorda atmosfere esplorate da gruppi come le Coasting, evocate anche nella minimale e intensa “January”. C’è spazio anche per la sperimentale “Double Dutch”, il punk in stile Wild Flag di “Animal”, la distorsione e le toste armonie di “Jersey City” e quelle più dolci e pensose di “Almanac”. Due anime, quella più calma e quella ritmicamente sfrenata, diverse e per molti versi contrapposte che però nella musica di Tung e Klein si confondono e si contaminano spesso e volentieri. Lo si può sentire nel ritmo ipnotico di una “Way Back When” cui spetta saggiamente il compito di aprire il disco: inizia lenta e soave ma appena Amy inizia a cantare le cose diventano molto interessanti e piuttosto incazzate, e il tutto alla fine finisce per suonare come una riuscita via di mezzo tra la Ani Di Franco dei giorni migliori (con cui Amy ha in comune anche l’interesse per l’attivismo politico e femminista), quelle ragazzacce delle Sleater Kinney e la mammina a tutto rock che Corin Tucker ha dimostrato di poter essere di recente.

Radici folk prepotentemente a stelle e strisce rielaborate in chiave sbarazzina, con spirito punk rock, piglio e personalità. Non inventano nulla, le Hilly Eye, ma hanno qualcosa da dire e la forza per farlo. “Reasons To Live” non cambierà il mondo, ma è un album che coinvolge e fa riflettere senza essere noioso e pedante. Coniuga impegno e sagacia musicale: di questi tempi non è poco.

Cover Album

Reasons To Live
[ Don Giovanni – 2013 ]
Similar Artist: Ani Di Franco, Coasting, Sleater Kinney, Wild Flag, Corin Tucker Band
Rating:
1. Way Back When
2. Jersey City
3. American Rail
4. Amnesia
5. Double Dutch
6. Animal
7. Louisville
8. January
9. Almanac
10. Jacob’s Ladder

Tracklist
 
 

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