BAUSTELLE
Fantasma

 
 
11 febbraio 2013
 
Baustelle

Tutt’altro che semplice affrontare l’ultima fatica dei toscani Baustelle: il gruppo, certamente uno dei più importanti nel panorama italiano da quasi tre lustri (il loro memorabile debutto risale esattamente al 2000), ha un notevole seguito di pubblica e numerosi detrattori, ma spesso la critica ha premiato i loro lavori dagli esordi indipendenti fino al contratto con una major nel 2005.
Il nuovo, ambizioso e monolitico, “Fantasma” appare fondamentalmente come l’approdo unico e necessario per la band di Montepulciano: dal loro arrivo in Warner è stata chiara la ricerca di un suono più universale per la propria musica, una ricerca che li ha portati prima alle chitarre e al groove di “Amen” (la coda out-dance di “Baudelaire” è insieme assurda e favolosa) e poi alla pulizia e levigatezza dell’irrisolto “I Mistici dell’Occidente”.
“Fantasma” è un’opera ovviamente ambiziosa ed enorme: più di settanta minuti di durata, ben diciannove pezzi (tredici canzoni e sei brevi commenti strumentali) e l’attenzione volta soprattutto alla tradizione musicale dello stivale (a metà strada tra Morricone e Sanremo), con una palese infatuazione per sonorità concertistiche e liriche (il disco è registrato insieme alla FilmHarmony Orchestra di Breslavia, composta da sessanta elementi, e con la preziosa collaborazione del polistrumentista Enrico Gabrielli, Mariposa e Calibro 35, che aveva già lavorato precedentemente con la stessa orchestra, durante il tour con Mike Patton).

Dopo una breve introduzione si parte subito prepotentemente con la meravigliosa canzone d’amore e nichilismo “Nessuno”; se “La Morte (Non Esiste Più)” è un singolo perfetto, il migliore e allo stesso tempo il più onesto e meno fuorviante dai tempi di “Love Affair” (2003), “Diorama” è il brano manifesto dell’intero lavoro: con la partecipazione misurata ed efficace dell’orchestra, il tema centrale dell’album, l’ineluttabile scorrere del tempo e le relative conseguenze, viene svelato tramite la sua antitesi, proprio quel diorama che affascina il narratore, che ne invidia l’immutabilità e la pace cristallizzata.
Il disco entra poi nel vivo, inanellando una serie incredibile di gemme: dalla sinfonica “Monumentale” a “Cristina” (capace di fondere perfettamente le chitarre all’orchestra, le tensioni del passato alle tematiche del presente), dalla magnifica fusione tra Morricone e De André (altra grande influenza dichiarata da Bianconi) de “Il Futuro” agli Ardecore in vesti da classifica di “Conta l’Inverni”.
La chiusa, affidata alla limpida e pacificata “Radioattività”, ribadisce i temi principale, ma nella sua delicata partitura e nella voce di Rachele (dosata con parsimonia per il resto dell’album e dunque tanto attesa) mostra speranze per il futuro: accettare l’ineluttabilità delle stagioni non vuol dire abbandonarsi alla passività, bensì imparare da ogni momento trascorso e saperne fare tesoro

“Fantasma” è molto più che un semplice disco: è un’opera complessa e coerente, figlia delle incertezze dei nostri tempi. Ma i Baustelle hanno saputo sfidare le proprie capacità, ponendosi traguardi terribilmente ambiziosi e riuscendo addirittura a superarli, confezionando un’opera che resterà negli anni e saprà dimostrare continuatamente la propria importanza.

Cover Album

Fantasma
[ Warner – 2013]
Similar Artist: Sacri Cuori, Ennio Morricone, The Doors, Fabrizio De André, King Crimson, Ardecore
Rating:
1. Fantasma (Titoli di Testa)
2. Nessuno
3. La Morte (Non Esiste Più)
4. Nessuno Muore
5. Diorama
6. Primo Principio di Estinzione
7. Monumentale
8. Il Finale
9. Fantasma (Intervallo)
10. Cristina
11. Il Futuro
12. Secondo Principio di Estinzione
13. Maya Colpisce Ancora
14. L’Orizzonte degli Eventi
15. La Natura
16. Contà l’Inverni
17. L’Estinzione della Razza Umana
18. Radioattività
19. Fantasma (Titoli di Coda)
Tracklist
 
  • Dustman

    Ghem però un lustro equivale a 5 anni 😉

  • ale

    Disco difficile, da gustare con calma e con pazienza.
    Impossibile non pensare a de andré, sia per modo di cantare di Bianconi che per il fatto di essere un concept album, quasi di altri tempi (penso a storia di un impiegato, sperando di non “offendere” nessuno)

    Forse non diventerà il loro maggior successo commerciale, ma rimarrà sicuro nella loro storia.

    Disco grandissimo, in tutti i sensi.

  • f.ede

    Ho sentito molti paragoni con il disco dello scorso anno del Teatro Degli Orrori. Del tipo “ma perchè hai snobbato quello e questo dei Baustelle ti piace così tanto?”…allora, trovo questo album coeso, ispirato e anche se difficile e lungo, non troppo pesante da ascoltare. Nulla a che vedere con il disco del Teatro che era solo rumoroso e ispirato per nulla. Che poi entrambi i cantanti siano piuttosto antipatici ok…però i Baustelle alla fine non deludono mai, e checchè se ne dica, fanno sempre un figurone. Bravi, 5 stellette meritate.

  • SongsAboutFucking

    Mio Dio. Senza voler’ offendere nessuno, ma non sono riuscito ad arrivare a metà disco che mi ero addormentato. Una mattonata sui coglioni. Pretenziosissimo. Non sono Morricone i Baustelle! E il tipo che si sforza ad imitare Ciampi, Tenco, Paoli…No, grazie! Assieme all ultimo aborto del Teatro degli Orrori, uno degli album più pallosi e pretenziosi che mi sia capitato di ascoltare.

 

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