KEATON HENSON
Birthdays

 
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11 marzo 2013
 
Keaton Henson

Approcciarsi per la prima volta a “Birthdays” il giorno del proprio compleanno è davvero strano quando te ne accorgi. Ma è confortante allo stesso tempo, perché hai l’impressione che esista ancora qualcuno che vuole regalarti le sue canzoni e con esse dirti qualcosa, senza che il suo obiettivo sia un feedback in danaro. L’impressione matura soltanto con l’ascolto.

E’ inquietante il video di “Sweetheart, what have you done to us”, con lo stesso Keaton Henson in primo piano che lungo la clip man mano retrocede di qualche passo, la camera sempre fissa su di lui; e appena comincia a cantare ti viene un brivido lungo tutta la schiena, perché non ti aspettavi una voce così… così, diciamo, particolare. Non è cambiata, sicuramente, la debolezza e l ’insicurezza che consciamente vuol far trapelare dalle sue canzoni: panico e timidezza nei confronti della vita, che trovano un posto dove nascondersi soltanto nell’intimità di una chitarra elettrica che facilmente viene paragonata a quella di Jeff Buckley. Tutto questo non sempre cambiare con l’ingresso corposo di di basso e batteria a partire da “The best today”, una ballata non poco country e non poco d’amore. “10 AM, Gare Du Nord” (Please don’t hurt me/I am the fragile one) ricorda tablature di un Marcus Mumford introspettivo e malinconico, di cui avevamo fatto esperienza nel primo album “Dear” e nella sua protagonista: la chitarra acustica. Al primo live, però, Keaton ebbe un attacco di panico che gli fece prendere l’ardua decisione di non salirci più, almeno per un po’. Chissà se la rabbia inconsulta e inconsueta che ascoltiamo a partire da “Don’t swim” e soprattutto in “Kronos” è un tentativo di liberarsi da questa sofferenza cronica che lo affligge; “Sweetheart what have you done to us” è un capolavoro, un omaggio alle dirompenti sonorità di Bon Iver, ma probabilemente farebbe schifo se la cantasse lui: Keaton è molto timido, ma ci mette la faccia per un intero video… per un intero album.

Chissà perché “Beekeper” mi ricorda tanto gli Arcade Fire (senza esagerare), chissà perché quest’uomo barbuto decide di chiudere l’album con un pianoforte commovente in stile “Bridge over troubled water” (S & G) lasciato in disparte fino alla fine… non si comprende mai un uomo fino in fondo, e possiamo farci mille domande su di lui e sulle sue canzoni. Quello che so, è che la mia impressione è diventata un regalo di compleanno.

There may be questions in your head
As a new day is dawning
Like what things for us lie ahead
But woman, I will see you in the morning
And woman, I will see you in the morning

(“In the morning”)

Cover Album

Birthdays
[ Oak Ten – 2013 ]
Similar Artist:Jeff Buckley per le sonorità, nessuno per la voce
Rating:
1. Teach Me
2. 10am Gare du Nord
3. You
4. Lying To You
5. The Best Today
6. Don’t Swim
7. Kronos
8. Beekeeper
9. Sweetheart, What Have You Done To Us
10. In The Morning

Tracklist
 
 

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