MARK LANEGAN
Imitations

[ Heavenly - 2013 ]
7
 
Genere: folk, songwriting
Tags:
 
30 Settembre 2013
 

Ci sono cose che si fanno perché si vuole e altre perché si deve. Quattordici anni fa, con “I’ll take care of you”, Mark Lanegan pagò il suo debito di sangue con quegli autori e quella tradizione che lo avevano cresciuto fino a farne una delle più grandi voci d’America. Oggi, dopo aver raggiunto picchi altissimi di ispirazione compositiva e imboccato la parabola discendente (per quanto sempre di spessore), l’ex Screaming Trees reinterpreta i brani che gli piacciono. Il cuore non sanguina più ma di classe ce n’è in abbondanza.

“Imitations” è l’ottavo album della carriera solista di Lanegan, che ultimamente si era prestato ad una serie di collaborazioni il più delle volte prescindibili, e mescola brani di artisti vicini al nostro come Nick Cave e Greg Dulli a quelli ben più sorprendenti di Andy Williams e Sinatra (Frank ma pure Nancy). Per non parlare della perla iniziale: quella “Flatlands” di Chelsea Wolfe, una delle artiste più interessanti degli ultimi anni.

Tutto giusto, tutto bello, di una bellezza inevitabile ma caduca: la voce di Mark la conosciamo e la amiamo (ancor più da quando ha deciso di evitare la deriva waitsiana), gli autori sono dei fuoriclasse, in più i pezzi godono di una celebrità medio-alta. Certo si poteva rischiare il disco-mattone,  o la lesa maestà. Invece si rimane in una media riverenza, se non proprio nella riproposizione del brano. A Lanegan piace togliere, mostrando il nucleo dei pezzi che canta, ma noi ci eravamo abituati a vederne le viscere e per questo non si può nascondere una certa delusione. Disco piacevole, che però non rimane nel cuore. Sono lontani i tempi di “Field Songs”, ma lo sapevamo già.

Tracklist
1. Flatlands
2. She's Gone
3. Deepest Shade
4. You Only Live Twice
5. Pretty Colors
6. Brompton Oratory
7. Solitare
8. Mack the Knife
9. I'm not the Loving Kind
10. Lonely Street
11. Elegie Funebre
12. Autumn Leaves
 
 

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