SLOW WALKERS
S/T

 
 
31 Ottobre 2013
 
Slow Walkers - S/T - Recensione

Quanto si può sottrarre a una canzone e farla rimanere qualcosa che si può ascoltare? Quanto si può rarefare l’aria di una stanza e riuscire lo stesso a respirare? Quanto ci si può allontanare dalla Terra prima di smettere di subire l’influenza della forza di gravità? Sono tutte domande che mi sono posta ascoltando il lavoro di Slow Walkers (Grouper, Lawrence English), con le sue sei tracce di provenienza celeste, di provenienza ignota. Cosa si stia ascoltando non è chiaro, è musica degli astri, è il rumore dell’acqua che preme sui timpani in qualche profondità oceanica, è una preghiera a una divinità lontanissima, è la radio che intercetta delle frequenze ignote.

È tutto questo senza essere niente: perché mancano riferimenti, mancano immagini e la capacità incantatrice dei lavori di Liz Harris continua a essere tanto stupefacente quanto ovvia, perché tutto ciò che tocca sembra evaporare, sembra svanire davanti ai nostri occhi, una magia eterna che lei continua a produrre. Eppure abbiamo visto qualcosa tra le nebbie drone, tra la ripetitività di certi passaggi (o paesaggi) sonori composti con il musicista australiano, qualcosa c’è laggiù, ma forse è un miraggio, forse una fata morgana – tuttavia continuiamo a inseguire quella visione, ad ascoltare questo canto di sirene, ora meraviglioso, ora sinistro, che sono le tracce di Slow Walkers.

Ben più etereo – quasi impalpabile – di “The man who died in his boat” (lo splendido ed è dir poco album che la Harris ha pubblicato in Febbraio) e più simile ai suoi ultimi lavori di “A.I.A.” o di “Mirrorring” (con Tiny Vipers), “Slow Walkers” è un ulteriore tentativo di riduzione ai minimi termini del suono e della musica, un registrare rumori che sembrano provenire da altri spazi, altri mondi, come se gli strumenti fossero solo mezzi di comunicazione di entità aliene. Rarefare, sublimare, cosa resta per chi ascolta? un disco che non si può riprodurre, che non si può dire, che stordisce e incanta.

Cover Album

Slow Walkers
[ Peak Oil – 2013]
Genere: drone
Rating:
1. Cross
2. Torn Cloth
3. The Flood
4. Carrier
5. Procession
6. Wake

Tracklist
 
 

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