UNKNOWN MORTAL ORCHESTRA
Blue Record EP

 
 
8 novembre 2013
 
65dayforstatic - Wild Light - Recensione

“Blue Record” è uno strano esperimento nell’ancor più strano mondo psichedelico degli Unknown Mortal Orchestra. Un EP interamente acustico che esce alla vigilia del tour europeo di Ruban Nielson e compagni, in cui il frontman e principale compositore della band si diverte a “ballare da solo” reinventando alcune canzoni di “II”, l’album uscito a febbraio, più due cover. Una sfida nata dalla necessità per Nielson, che non ha mai amato esibirsi unplugged ma è stato “costretto” a farlo per promuovere il disco in alcune trasmissioni radiofoniche, visto che non c’era possibilità di ospitare e far suonare l’intero gruppo. Per l’occasione Ruban è tornato alle radici, registrando ogni traccia nel suo seminterrato (lo stesso in cui aveva concepito i brani che sarebbero finiti nell’esordio “Unknown Mortal Orchestra”) usando un solo microfono.

I tre pezzi tratti dall’ottimo “II” (“Swim And Sleep (Like A Shark”), “Faded In The Morning” e “So Good At Being In Trouble”) convincono anche in versione minimale, senza l’aiuto dell’elettricità e della tecnologia che spesso fanno miracoli, dimostrando di avere il dna delle canzoni di razza. Molto meno riuscite le cover inserite in “Blue Record”, un peccato se si pensa che gli Unknown Mortal Orchestra erano stati in grado di far propri (con un certo gusto) brani storici come “Sittin’ On The Dock Of The Bay” e di sorprendere cimentandosi con la house di Lindstrøm e la sua “Rà-àkõ-st”. Non sceglie due artisti qualunque con cui mettersi alla prova Mr. Nielson: i Dirty Projectors con quel piccolo capolavoro che è “Swing Lo Magellan” e il Beck più intimista e sottovalutato di “Puttin’ It Down”. Entrambe le canzoni però purtroppo perdono il difficilissimo confronto con gli originali: le versioni di Ruban, anche se molto sentite e personali, scivolano via senza pungere né stregare.

Ascoltando “Blue Record” sorge il dubbio che questo EP sia più che altro una trovata pubblicitaria, messa insieme un po’ di corsa per tenere viva l’attenzione dei fan di una band impegnata in un tour che sembra non avere mai fine. Cinque brani che permettono di conoscere un altro lato degli Unknown Mortal Orchestra ma che non cambieranno la vita né la carriera della band di Ruban Nielson.

Blue Record EP
[ Jagjaguwar – 2013]
Genere: psych folk
Rating:
1. Swim & Sleep (Like A Shark) (Acoustic Version)
2. Faded In The Morning (Acoustic Version)
3. So Good at Being in Trouble (Acoustic Version)
4. Swing Lo Magellan (Dirty Projectors Cover)
5. Puttin’ It Down (Beck Cover)

Tracklist
 
 

Foals – Everything Not Saved ...

Ambizioso il progetto dei Foals, che, dopo aver firmato il contratto con la Warner, hanno deciso di realizzare un doppio album, la cui prima ...

Coma_Cose – Hype Aura

Aspettavo l’uscita dell’album dei Coma_Cose per tanti motivi, il primo era la curiosità di ascoltare un loro lavoro completo e ...

Royal Trux – White Stuff

Diciannove anni dopo l’ultimo vero album in studio (“Pound For Pound”) e a diciassette dalla raccolta “Hand Of Glory” la premiata ...

Amanda Palmer – There Will Be ...

Amanda Palmer è sempre stata un’artista ribelle, indipendente. Performer nel senso più vero del termine, fin da quando calcava i palchi ...

Finn Andrews – One Piece At A ...

Finn Andrews, frontman dei The Veils, torna con uno sfavillante album da solista: “One Piece At A Time”, firmato Nettwerk Records. ...