METRONOMY
Love Letters

 
Tags:
 
22 Aprile 2014
 

Metronomy - Love Letters

Abbiamo lasciato i Metronomy sulla “English Riviera”, paladini del pop intelligente, così si dice, nominati per il prestigioso Mercury Prize 2011 (vinse PJ Harvey, qualcuno vuole fare reclami?), stilisticamente compatti su una linea musicale catchy e raffinata alla stesso tempo. Abbiamo pensato “ci siamo, è l’ultima fase della metamorfosi, ed è quella buona”. Ma la stabilità non è roba da Joseph Mount, mente creatrice della band, e allora i Metronomy rimescolano le carte e registrano in analogico ai Toe Rag Studios di Hackney (vedi sotto la voce: grandi nomi del brit-pop/rock) un album multiforme e camaleontico. Lo chiamano “Love Letters”, retrò già dal titolo; ci mettono un po’ di questo e un po’ di quello, in una rivisitazione della storia musicale che fa pensare all’irriverenza di disegnare i baffi alla Gioconda più che a un recupero dei modelli di riferimento: pur senza mai perdere la loro specifica identità, diventano Motown anni ’60 nel singolo “Love Letters”, il jingle di un videogame anni ’90 nell’intro di “Reservoir”, la suoneria monofonica dei primi cellulari in apertura di “Monstrous”, l’electro-pop anni ’80 dei Kraftwerk e di Giorgio Moroder in “Boy Racers” (so f***in’ groovy! commentano su youtube).

Non so se sia giusto considerare queste “Love Letters” una svolta più intima e confessionale da parte di Mount, come è stato detto. Quando in “I’m Aquarius” si parla di un amore concluso perché “tesoro, è meglio lasciarsi, tu sei Toro, io sono Acquario”, quando in “Monstrous” alterna Hold your hair back if you feel unwell, do you? (quindi tieniti i capelli, se devi vomitare) e hold on tight to everything you love, quando intitola una canzone “The Most Immaculate Haircut”, ho l’impressione che il sentimentalismo di “Love Letters” non sia un tributo ammiccante ai cuori spezzati, ma ne sia una parodia. Forse la chiave è in “Month of Sundays”: say I’m cheapening your love, e chissà che Mount non lo stia facendo in tutto l’album con le sfumature isteriche del suo falsetto.

Del resto, mi viene in mente che il testo più vicino a una lettera d’amore che abbia mai scritto non cominciava con “Caro …”, non finiva con “sempre tua” ed era un’email di insulti. Però “tutte le lettere sono lettere d’amore”, mi dice spesso una mia amica – in realtà la frase è di Jeffrey Eugenides – e io non ho mai capito se crederci, ma si applica perfettamente all’ambiguità di “Love Letters” e, per ora, lo daremo per vero.

Love Letters
[ Because Music – 2014]
Genere: indietronica, indie pop
Rating:
1. The Upsetter
2. I’m Aquarius
3. Monstrous
4. Love Letters
5. Month of Sundays
6. Boy Racers
7. Call Me
8. The Most Immaculate Haircut
9. Reservoir
10. Never Wanted

Tracklist
 
 

Snowgoose – The Making of You

A sette anni di distanza dal primo eccellente album “Harmony Springs” ecco nuova produzione a firma Snowgoose, progetto guidato ...

Paul Weller – On Sunset

Paul Weller ha vissuto una sorta di seconda o terza giovinezza negli ultimi dieci / quindici anni, impegnato come non mai a far dischi con ...

Waldeck – Grand Casino Hotel

Il mondo della musica è pieno di personaggi singolari, ad esempio Klaus Waldeck. Promettente da bambino, carriera bruscamente interrotta ...

Nana Grizol – South Somewhere ...

Dopo tre album pubblicati per la Orange Twin, i Nana Grizol di Theo Hilton ritornano con un nuovo lavoro sulla distanza, questa volta ...

Hum – Inlet

Dalle radici di puro shoegaze sono rispuntati dopo ben ventidue anni gli statunitensi Hum. La band di Champaign, Illinois, si presenta a ...