LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
Live @ Hiroshima Mon Amour (Torino, 11/04/2014)

 
24 Aprile 2014
 

Vasco Brondi scatena due reazioni: amore incondizionato oppure odio viscerale. Negli ultimi mesi, complice l’uscita quasi contemporanea dei nuovi album di Dente, Brunori Sas e Le Luci della Centrale Elettrica (in rigoroso ordine conologico), si sono susseguite recensioni, tutte più o meno negative, e discussioni teoriche sul cosiddetto nuovo cantautorato italiano, a quanto pare già morto, finito, bollito, esaurito, e sto cercando un altro aggettivo utile a sintetizzare la visione che la critica musicale italiana ha di un fenomeno che lei stessa ha creato una decina di anni fa.

La mia percezione di “Costellazioni”, il nuovo disco de Le Luci della Centrale Elettrica, è cambiata notevolmente dopo il live all’Hiroshima Mon Amour di Torino. La novità del nuovo lavoro di Vasco Brondi emerge dal vivo. Delle 15 tracce che compongono “Costellazioni”, Vasco Brondi suona quelle essenziali, operando una scelta che fa emergere il vero potenziale del disco, il suo nucleo caldo, lasciando da parte i pezzi che suonano come riempitivi (come ad esempio l’inspiegabile Una cosa spirituale).
Lo sguardo di Vasco Brondi, adesso, è rivolto al futuro. È evidente dall’impostazione del live, dalla scelta di privilegiare le canzoni del nuovo album (ovviamente), affiancandole però ai pezzi storici, quelli che hanno consolidato la fama de Le Luci della Centrale Elettrica (“La lotta armata al bar”, “Piromani”, “Stagnola”, “Cara catastrofe”, “Le ragazze kamikaze”, “Quando tornerai dall’estero”, “C’eravamo abbastanza amati”). Sia i pezzi nuovi che i vecchi sono attraversati da un’energia nuova, costruiti su una sezione ritmica solidissima. Ecco, la novità è questa: un ritmo martellante, preciso, che entra nella carne e costringe a muovere le gambe. Facile prevedere un’eccellente resa dal vivo per una canzone come Ti vendi bene, synth pop con sfumature new wave, in cui si mischiano Cccp, Depeche Mode, il Battiato de “La voce del padrone”. Ma anche pezzi insospettabili come Punk sentimentale si ispessiscono grazie ai synth e a una sezione ritmica da applausi, come in un rave disperato, come in “una discoteca vuota nell’anima” (per citare “Ti vendi bene”). Si nota la brevità dei pezzi di “Costellazioni, essenziali e sintetici, scariche di energia che, senza fronzoli, centrano il bersaglio, come “Firmamento” o “La Terra, l’Emilia, la Luna”.”

Vasco Brondi è più sciolto sul palco, altro segno evidente dello scarto tra “Costellazioni” e i precedenti album. Brondi si agita come un incrocio tra Ian Curtis e Franco Battiato, in una danza per esorcizzare i fantasmi che si addensano sulla linea dell’orizzonte. Il futuro è ancora un grosso punto interrogativo, ma basta guardarlo con occhi diversi, basta fare una festa senza senso e senza fine, basta muoversi per scrollarsi di dosso le incertezze e i dubbi di questi tempi di crisi: forse si trattava di accettare la vita come una festa, come ha visto in certi posti dell’Africa, forse si tratta di di affrontare quello che verrà come una bellissima odissea di cui nessuno si ricorderà […] e forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra e di mettersi a ballare fuori dai bar come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia, forse si tratta di fabbricare quello che verrà con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa (“I destini generali”). Anche la cover di “Alla felicità e ai locali punk” di Maria Antonietta rientra nel solco di questa ricerca disperata di felicità, di questo tentativo di riconquistarsi un futuro con tutte le energie possibili.

Vasco Brondi chiude il concerto così: vi auguro di essere felici da fare schifo, di dormire vestiti e di fare tutto quello che volete. E le sue parole mi rimangono in testa mentre percorro, di notte, i viali di Torino calmi come quelli di Bologna. E me lo auguro anch’io, di essere felice da fare schifo e di fare tutto quello che voglio, me lo ripeto come un mantra mentre stringo la ragazza che amo, sotto altre costellazioni e un futuro che adesso sembra essere lì a sorriderci.

Setlist
LA TERRA, L’EMILIA, LA LUNA
MACBETH NELLA NEBBIA
CARA CATASTROFE
C’ERAVAMO ABBASTANZA AMATI
I DESTINI GENERALI
PIROMANI
FIRMAMENTO
PER COMBATTERE L’ACNE
I SONIC YOUTH
LE RAGAZZE KAMIKAZE
L’AMORE AI TEMPI DEI LICENZIAMENTI DEI METALMECCANICI
PUNK SENTIMENTALE
QUESTO SCONTRO TRANQUILLO
PER SPINGERTI IN MARE
40 KM

 

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