KEVIN DREW
Darlings

[ Arts & Craft - 2014 ]
7
 
Genere: alternative rock
 
30 Maggio 2014
 

In una scena di “This movie is broken”, i due protagonisti si svegliano sul tetto di un appartamento: letto sfatto, la stanza all’aperto, le lenzuola sul pavimento. Domani lei se ne deve andare e quella è una cosa che finisce là. Il film di Bruce McDonald sul gruppo canadese non era poi un granché, sembrava poco più che un espediente narrativo – Bruno che riesce a conquistare la sua cotta di una vita, Caroline, prima di un concerto dei BSS – ma pazienza, c’erano i Broken Social Scene che cantavano “Almost Crimes” e c’era pure Feist, non era importante che la trama a un certo punto iniziasse a perdersi e il film finisse in qualche modo improbabile e inutile. C’erano i fuochi d’artificio però, o almeno io li ricordo, e le canzoni belle come te le aspetti, o anche di più. Quando è uscito il primo singolo di “Darlings” di Kevin Drew, io ho ripensato a quella scena del film: ti svegli accanto alla persona che desideri da tempo e forse alla fine non provi granché. Qualcosa tipo good sex makes you feel hollow. Questo è un disco pieno di desiderio, di sesso che non vuole usare la parola amore o per sempre o quelle trappole là (perché sì, a volte sono trappole, sono insincerità e potremmo tutti smetterla). Per fortuna non tutte le storie sono significative e quando Bruno e Caroline girano per la città – una città invasa dalla spazzatura, quello sì che era fico – sulla bicicletta di lui, non sembra neanche che si impegnino a rendere questa cosa seria o importante o qualsiasi altra cosa: niente prima dell’alba, nessuna promessa che questo episodio avrebbe cambiato le loro vite, il pathos si risolve in una canzone pop in cui si dice you used to be one of the rotten ones and I liked you for that. Forse è solo time that we grow old and do some shit.

Il disco di Kevin Drew è circa questa cosa qua: nessun amore adolescenziale, nessun proclama, siamo adulti consapevoli, o almeno facciamo finta. È un buon disco, it feels good come una notte passata in compagnia di qualcuno che tutto sommato speri raccolga le sue cose e se ne vada prima che tu ti svegli, senza nessun senso di colpa. Do you wanna come to the mexican aftershow party? sembra una battuta per rimorchiare una ragazza al concerto, e non è neanche delle peggiori. L’ho ascoltato con il piacere di tutte le cose in cui c’è Kevin Drew, ma il giorno dopo non ho sperato che rimanesse con me. C’è questa cosa qui che fanno i Broken Social Scene: che ti dicono che l’amore è anche una cosa sporca, è anche una cosa che parla di corpi, di dormire sul pavimento e di capelli che mi impigliano tra le mani, di denti che ti dicono quando staccarti dall’altro – sono quel gruppo che ti dice che all these people drinking lover’s spit, they sit around and clean their face with it – e non mi sembra neanche banale dirlo. Qua dice I’m still breathing with you baby, ma a me fa venire in mente la chiusura di Anthem for a seventeen years old girl in cui si canta now that you’re gone, got your makeup on and you’re not coming back al netto degli addii e degli abbracci, perché qui sono inappropriati. Domani mattina non ci mancherà “Darlings”, ma non ce ne faremo una colpa. Per oggi va benissimo così. Ah, in “You in you were” c’è pure Feist.

Tracklist
1. Body Butter
2. Good sex
3. It's cool
4. Mexican Aftershow Party
5. You gotta feel it
6. First in line
7. Bullshit Ballad
8. My God
9. You in you were
10. You got caught
11. And that's all I know
 

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