LEONARD COHEN
Popular Problems

 
 
3 Ottobre 2014
 

Ottant’anni e sentirli. Con questo spirito comincia l’ascolto del tredicesimo disco del mastro-songwriter Leonard Cohen. Dopo il buon “Old Ideas”, di cui restano i colori nella copertina del nuovo “Popular Problems”, l’ormai tramontato tristo menestrello con una sincera disillusione riempe l’atmosfera di questo disco, scritto a detta sua davvero in pochissimo tempo. Più la voce invecchia e più sembra di sentire la voce da – 2 pacchetti di sigarette al giorno – di un tale Tom Waits nato con una voce vecchia e consumata.

“Popular Problems” è un disco di 9 tracce eleganti, di classe, alcuni a forti tinte blues come “Slow”, il singolo “Almost Like the Blues” che nella sezione ritmica prende spunto dal grande Nick Cave. La profondità della linea di basso conferisce al pezzo, tra i più riusciti della tornata, un’intensità penetrante.
Toccante è la riflessione sulla catastrofe dell’uragano Katrina, raccontato in “Samson in New Orleans”, un violino e un gospel da groppo in gola. Pezzo di un’intensità incredibile.

Provate ad entrare in un tipico pub rustico english style e se come sottofondo vi mettono questo disco dovete fare assolutamente una cosa: abbracciare i gestori prima, accomodarvi poi, prendere un po’ di pinte di birre, fumare e parlare. Parlare di vita, di problemi, di quello che succede nel mondo, di quello che ci succede ogni giorno e tutto quello che sapete mettere dentro una discussione sui massimi sistemi. Con “My oh My”, l’elettro-blues di “Nevermind” e l’organetto di “Born in Chains” gireremo insieme a Mr Cohen e il suo bastone alla ricerca del tempo perduto e del futuro da incontrare.

La chiusura folk di “You got Me Singing” chiude un cerchio in cui inserire Johnny Cash, il film dei fratelli Cohen e il bellissimo movie “The Broken Circle Breakdown” (in italiano “Alabama Monroe”). Il folk americano è ormai entrato nei nostri ascolti. Con “Popular Problems” abbiamo ripassato, ritoccato il filone di un’annata piena di proposte di quella Amarica che vuol raccontare la sua natura rurale. Un brano “You got Me Singing” e un disco “Popular Problems” che ci lasciano a fine serata dopo aver salutato gli amici al pub, mentre a piedi o in macchina stai tornarndo nella tua tana, con un sorriso ingenuo e positivo di una vita che nella semplicità offre il meglio di sé ogni giorno.

Popular Problems
[ Columbia – 2014 ]
Genere: folk, pop, blues
Rating:
1. Slow
2. Almost Like the Blues
3. Samson in New Orleans
4. A Street
5. Did I Ever Love You
6. My Oh My
7. Nevermind
8. Born in Chains
9. You Got Me Singing

Tracklist
 
 

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