BOYHOOD

 
Tags:
 
12 Ottobre 2014
 

Mason e Samantha sono due ragazzini che stanno per affrontare il lungo viaggio della vita che li porterà dalla loro infanzia ai primi problemi con l’adolescenza fino al dover lasciare la famiglia per il college.
In tutto questo i genitori, da tempo separati, dovranno confrontarsi con i figli e con loro stessi per superare le numerose difficoltà che la vita proporrà a questa famiglia.
“Boyhood” non è solo la storia di Mason, ma è la storia di un esperimento iniziato tanto tempo fa da Richard Linklater, un regista che non ha mai amato fare film banali e che speriamo non smetta di avere questa voglia di fare e scoprire cose nuove.

È un progetto simile per intenti, ma parallelo, alla trilogia dei “Before (Sunrise, Sunset, Midnight)” in cui tempo effettivo e di finzione erano pressappoco la stessa cosa e l’invecchiamento di quei protagonisti così reali era lo stesso che copriva l’arco di uscita tra i due film, ma era anche lo stesso dello spettatore affezionato alle sorti di Jesse e Celine.
Linklater qui invece ha girato un solo film in trentanove giorni distribuiti nell’arco di dodici anni (tra il 2002 e il 2013) creando una storia di formazione (o coming of age) diversa dal solito, in cui i classici stereotipi di questo sottogenere (primo bacio, prima volta ecc.) vengono aggirati per raccontare altro, qualcosa di decisamente più semplice e quotidiano ma forse proprio per questo ancora più vero, constatabile nello sguardo del giovane Mason, intriso di tutte le sfumature che un ipotetico spettro visibile delle emozioni potrebbe offrire.
Nonostante questo i picchi emotivi sono praticamente assenti in tutti e due i versi, non c’è mai qualcosa di veramente drammatico o di incredibilmente esaltante, ma è la naturalezza della composizione e delle situazioni la vera forza motrice che alimenta un equilibrio costante, ma non esclude i cambiamenti e lascia alla vita il suo corso.
Non mancano i mutamenti sociali, culturali, politici e tecnologici con i quali tutti ci siamo confrontati e che fanno da prezioso contorno alle vicende della famiglia.

Ogni attimo della crescita è poi documentato da una gamma d’inquadrature particolarmente azzeccate, tralasciando virtuosismi che sarebbero potuti diventare scomodi a lungo andare, Linklater compone questi momenti di un eleganza minimale che con l’aiuto del montaggio rendono questi passaggi cruciali (per il film) delle scene equilibrate, ma allo stesso tempo memorabili.
Nonostante la pellicola non abbia una vera e propria morale o tematiche forti, ha alla base un’idea cinematografica sviluppata in maniera totalmente innovativa in cui l’unico effetto speciale è lo scorrere della vita, ma è un effetto talmente stupefacente che permette a Boyhood di entrare di diritto nella storia del cinema.

Movie Poster
Rating:Regia: Richard Linklater
Produzione: IFC Productions, Detour Filmproduction
Sceneggiatura: Richard Linklater
Fotografia: Lee Daniel, Shane F. Kelly
Montaggio: Sandra Adair
Costumi: Kari Perkins
Scenografie: Melanie Ferguson
Colonna sonora:/
Con: Ethan Hawke, Patricia Arquette, Lorelei Linklater, Ellar Coltrane
Durata: min

 

Apollo 10 e mezzo

Il sempre oltremodo sottovalutato Richard Linklater (davvero non so perchè non si parli di lui come uno dei migliori cineasti americani ...

Wir Kinder vom Bahnhof Zoo (Noi, i ...

Stranamente, forse grazie alla sceneggiatura agile e leggera, o forse perché la storia di Christiane F. è devastante in qualsiasi modo la ...

Nightmare Alley (La Fiera Delle ...

Sebbene siano presenti delle scene decisamente gore (lo spettacolo del geek, ma anche alcune delle morti), si tratta del film di Del Toro ...

Metal Lords

Prodotto da Tom Morello dei RATM (che peraltro fa la sua comparsa nel film in un esilarante cameo, condiviso con membri di Anthrax, ...

Licorice Pizza

Dopo una serie di film, quasi tutti peraltro capolavori, piuttosto rigorosi, “Licorice Pizza” rappresenta per Paul Thomas ...