DAMIEN RICE
My Favourite Faded Fantasy

[ Warner Bros - 2014 ]
4
 
Genere: songwriting, folk
Tags:
 
2 Dicembre 2014
 

Sono passati otto inverni, una rottura sentimentale e artistica da spezzare le gambe e un periodo di auto-esilio in Islanda prima che Damien Rice si sentisse pronto a uscire dall’ombra con un terzo album fra le mani. “My Favourite Faded Fantasy” è il primo senza di “lei” [Lisa Hanningan, ndR]. Allora non è forse un caso che si tratti di un album di bilancio, l’auto-apologia in retrospettiva di chi sa di avere lasciato feriti sul campo ma alza le spalle e tira dritto; perché alla fine “we can’t take back what is done and what is past” e arriva il momento in cui conviene un po’ a tutti deporre le armi.

In “My Favourite Faded Fantasy” il filtro è impostato sul quel faded, l’immagine sbiadita, la dissolvenza in note leggere e dilatate. L’effetto del vago-sognante funziona benissimo nel brano di apertura che dà il titolo all’album ma diventa già estenuante nel successivo “It Takes A Lot to Know A Men”: nove interminabili minuti, l’ultimo terzo in violini da soap opera argentina, un brano lacrimoso nel modo spiacevole e forzato del fumo negli occhi. In generale, le otto tracce scorrono uniformi e regolari (vedi anche: piatte). Non un sussulto. C’è ancora qualche frammento autentico, non contraffatto (“The Greatest Bastard”, “Trusty and True”), e tuttavia non abbastanza da salvare l’intero.

Il punto è che “O” e “9” avevano un’urgenza, qualcosa come dover buttare fuori la bile, fuck you and what we’ve been through. Una tensione irrisolta che in quest’ultimo lavoro è del tutto annacquata. Verrebbe da dire, se sentimentalismo dev’essere, almeno che sia vigoroso. Le canzoni di Rice non sono sempre state solo litanie buone per i deboli di cuore, difficile non pensare che lo siano ora.

In una recente data italiana Rice sdrammatizzava sui contenuti della sua musica: here’s a bunch of songs about a bunch of feelings. Most of them are lies. Ed è giusto ricordarci che in fondo le canzoni – su cui proiettiamo impropriamente anche parte della nostra esperienza – altro non sono che costruzioni letterarie. Eppure. Non so se via sia mai capitato di avere davanti qualcuno a cui non volete rinunciare e sperare, sperare davvero, che vi menta meglio di così. Ascoltare “My Favourite Faded Fantasy” è qualcosa di simile. Ecco, Rice sapeva mentirci bene sul serio. Questa volta, è un inganno senza fascino a cui non si può fingere di credere.

Tracklist
1. My Favourite Faded Fantasy
2. It Takes A Lot To Know A Man
3. The Greatest Bastard
4. I Don’t Want To Change You
5. Colour Me In
6. The Box
7. Trusty And True
8. Long Long Way
 
 

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