THE VOYEURS
Rhubarb Rhubarb

[ Heavenly - 2014 ]
6.5
 
Genere: indie rock
 
3 Dicembre 2014
 

I The Voyeurs quando ancora si chiamavano Charlie Boyer & The Voyeurs, appena dodici mesi fa, sono stati osannati dall’NME come gli ennesimi salvatori della patria britannica e il loro disco d’esordio, “Clarietta”, definito uno dei più interessanti del 2013. Un anno dopo, Charlie Boyer è vivo e vegeto e ancora in possesso delle sue ragguardevoli doti di frontman e i neobattezzati The Voyeurs tornano a far danni con “Rhubarb Rhubarb” (saranno in Italia a dicembre come spalla dei The Horrors, che insieme ai Toy sono un po’ i loro fratelli maggiori).

Un album pericoloso questo, non solo perché è il secondo e tutti li aspettano al varco per stroncarli senza pietà, ma anche per il titolo che questi cinque buontemponi hanno scelto. “Rhubarb Rhubarb” è un’espressione usata da anni in teatro dagli attori, per simulare un mormorio lontano e indistinto o una folla inferocita. Ma, nel personale gergo dei The Voyeurs, significa anche fare un bel po’ di rumore e non dire nulla.

“Rhubarb Rhubarb” è un disco britannico fin nel midollo, almeno quanto “Clarietta” era newyorkese nell’anima. Un disco che inizia piano e finisce forte, come se i The Voyeurs volessero testare la capacità di resistenza di chi li ascolta. “Train To Minsk”, a metà tra glam, pub rock e psichedelia, sembra proprio voler dire avanti, dai, vediamo se anche stavolta riuscite a venirci dietro oppure no. Scherzano, provocano, i The Voyeurs. Prendono in giro con i due modaioli singoli “Stunners” e “England Sings Rhubarb Rhubarb”. Da bravi inglesi sarcastici che non si formalizzano neppure davanti a pazzi afterparty (“The Smiling Loon”) o a storie di violenza domestica (la spigolosa “Pete The Pugilist” e “Say You Love Him (And Choke)” in odor di T Rex).

Ma il meglio i The Voyeurs lo danno quando fanno sul serio, come nella tripletta finale “Damp Walls” – “May Will You Stop” – “French Fancy” (rispettivamente la canzone più riuscita, la più onesta e la più rock di tutto l’album). Proprio quando sembrava che i cinque Voyeurs stessero cominciando a scaldarsi però, “Rhubarb Rhubarb” finisce e lascia un po’ con l’amaro in bocca. Un album curioso, musicalmente avventuroso. Da ascoltare senza pensarci troppo, divertendosi e battendo il piedino a tempo.

Tracklist
1. Train To Minsk
2. Pete The Pugilist
3. Stunners
4. The Smiling Loon
5. Say You Love Him (And Choke)
6. England Sings Rhubarb Rhubarb
7. Rhubarb Rhubarb
8. Damp Walls
9. May Will You Stop
10. French Fancy
 
 

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