LOSCIL
Sea Island

[ Kranky - 2014 ]
 
Genere: elettronica
Tags: ,
 
17 Dicembre 2014
 

Scott Morgan e la Kranky, la Kranky e Scott Morgan. Il canadese, l’etichetta di Chicago e una pioggia continua nel mese di novembre sono linfa per l’introspezione. I pomeriggi passati a guardare fuori dalla finestra ai tempi di “Endless Falls”, il tempo perso a contemplare le gocce d’acqua sul vetro. Il loro tracciato una volta scontratesi con la superficie verticale resa opaca dall’umidità, proprio quando la voce perentoria degli impegni universitari richiamava ai propri doveri di studente.

Ora come quattro anni fa la sensazione è la stessa: tra le mille cose da fare si sceglie di annullare il tempo ascoltando un disco di Loscil. La dilatazione temporale provocata dall’artista – in persone sensibili alle lunghe suite ambient – inibisce la frenesia e purtroppo anche la produttività. Come un cane che si morde la coda, l’ascoltatore è colpito da un cavo rimorso per il blocco che accumula impegni, ma non riesce a staccarsi dalle trame sonore che lo cullano nella solitudine.
Dunque ci risiamo con “Sea Island”, ultimissimo lavoro di Scott. I riferimenti sono i soliti noti: Stars Of The Lid, Pan American e compagnia varia, classificata sotto la voce “mostri sacri”.
Non fermarsi alle apparenze è una gentile raccomandazione da prendere in considerazione anche qui, muoversi in un filone noto non significa essere avari di tratti personali.
La melodia, le note, i battiti, un vibrafono, le gelate notturne e l’elettronica consegnano immagini tangibili e vivide. Immediatamente un vento potente filtra dei suoni irregolari che si rafforzano in un loop luminoso, “Ahull” si spegne poi in un rumore lontano di onde increspate.
La luce scompare, in “Bleeding Ink” addirittura c’è posto per una voce. Esattamente un lamento che trova terreno fertile in un beat soffocato e sempre più in delay. Un ronzio non fa che aumentare le sensazioni di accerchiamento, la forza di un addio sofferto illustra territori inospitali. Il lento fluire subacqueo di “Iona” si agita al ritmo di un basso profondo, come in quei documentari sui sottomarini dove dal buio si nota una luce intermittente.

L’Interpretazione non decade mai rimanendo sullo stesso altissimo piano, il riverbero si mischia ad una stratificazione fitta, gli archi e le variazioni di ottave chiudono il cerchio. Un pianoforte – “En Masse” e la sua malinconia a quintali – spezza i droni e fissare il soffitto non è mai stato così bello.
L’insonnia è causata da molti fattori, varie persone sono convinte di non dormire per i troppi pensieri. Loscil cristallizza gli arti e ti pone davanti ad un isolamento disarmante, dinnanzi all’assoluta libertà di pensare. Nell’immaginario collettivo l’ambient è un genere notturno.
E anche se “Their Refinement Of The Decline” degli Stars Of The Lid era austero e diverso, il discorso è sempre quello. Può fare male fermarsi, tuttavia ogni giorno siamo un po’ masochisti. Bere mille caffè, fumare sigarette, stare attrappiti sul computer, mangiare schifezze. È inevitabile, come perdere il proprio tempo davanti a “Sea Island”.
A Babbo Natale chiederò un Loscil per ogni inverno.

Tracklist
1. Ahull
2. In Threes
3. Bleeding Ink
4. Sea Island Murders
5. Iona
6. Holding Pattern
7. Catalina 1943
8. Angle Of Loll
9. Sturgeon Bank
10. En Masse
11. Angle Of List
 
 

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