PUBLIC SERVICE BROADCASTING
The Race for Space

[ Test Card Recordings - 2015 ]
7.5
 
Genere: post-rock, electronica
 
26 Febbraio 2015
 

Che, tra le cose più eccitanti capitate alla musica in questo primo lustro degli anni dieci, vi sia anche un duo, la cui etica lavorativa è palesemente improntata al recupero di testimonianze del nostro passato (discorsi celebri, stralci di telegiornale, brani radiofonici, voci registrate…), è indubbiamente singolare, ma s’inserisce pienamente in quel contesto post-moderno che dai film di Tarantino arriva fino a Blob: senza lo sguardo caustico di quest’ultimo e senza quell’attitudine cialtrona che si è impossessata del regista americano, i Public Service Broadcasting scelgono, per questo sophomore-album, un tema preciso, con lo scopo forse di confezionare un’opera meno ambiziosa, nella realizzazione ma non negli intenti, del celebrato esordio.

Ed è una mossa che paga: concentrare il proprio sguardo su quel periodo che Willgoose, la metà pensante del duo, definisce “il più straordinario della storia dell’uomo”, consente ai due inglesi di confezionare un album che scorre veloce ma non lascia indifferenti.

La sfida per la conquista dello spazio è così rappresentata da una serie di momenti epocali: il lancio dello “Sputnik” ha un suono che prima si finge techno poi esplode in deflagrazioni post-rock, mentre per la tragedia dell’Apollo 1 vengono scelti gli austeri archi di “Fire in the Cockpit”: al primo uomo nello spazio “Gagarin” è dedicato un memorabile funk motorizzato, mentre alla prima cosmonauta “Valentina” Tereshkova vengono intitolati quattro minuti di psichedelico ambient-rock.

I Public Service Broadcasting ribadiscono l’importanza ed anche la bellezza della loro poetica con un lavoro di grande accessibilità, eppure avvincente e mai scontato.

Tracklist
1. The Race For Space
2. Sputnik
3. Gagarin
4. Fire in the Cockpit
5. E.V.A.
6. The Other Side
7. Valentina
8. Go!
9. Tomorrow
 

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 

Pastel – Isaiah EP

Dopo il fortunato esordio sulla corta gittata con “Deeper Than Holy” (curiosità, il vinile su eBay era arrivato a costare anche ...

A Grave With No Name – Pink ...

Avevamo lasciato il buon Alex Shields nel 2018 dopo la pubblicazione di “Passover” poi è arrivato l’annuncio di una pausa del ...

Phomea – Me And My Army

E’ un mondo al confine tra analogico e digitale quello creato da Fabio Pocci, in arte Phomea, un progetto solista che si muove tra folk ed ...

Neil Young – World Record

Inizia ad affiorare in me una certa stanchezza nel recensire un nuovo album in studio di Neil Young, la stessa stanchezza che pare ...

Gilla Band – Most Normal

Terzo album per i Gilla Band, la band di Dublino che negli anni si è guadagnata una più che discreta reputazione nel panorama noise non ...

Recent Comments