ALABAMA SHAKES
Sound & Color

[ Rough Trade - 2015 ]
8
 
Genere: Blues Rock, Soul
 
20 Aprile 2015
 

La copertina è spartana. Essenziale. Strano gioco quello degli Alabama Shakes, chiamare il secondo disco “Sound & Color” e poi fare una copertina così, in bianco e nero, che fa tanto Joy Division. Non è l’unica novità per Brittany Howard e soci che, dopo il successo inaspettato del debutto “Boys & Girls”, si sono ritrovati catapultati nelle radio e negli show televisivi di mezza America. Avrebbero potuto fare tranquillamente un “Boys & Girls” parte seconda e nessuno avrebbe avuto di che lamentarsi. Invece hanno deciso di cambiare le carte in tavola, sperimentando soluzioni nuove.

Parlando di “Sound & Color” Brittany Howard ha detto che è un album ribelle, ambizioso e dallo spirito molto punk. Ribelle lo è di sicuro. Ambizioso pure. A farla da padrone, oggi come qualche anno fa, è la voce di Miss Howard. Potente, sicura, dal gusto molto Motown, trascina i compagni d’avventura Heath Fogg, Zac Cockrell, Steve Johnson e i due tastieristi Ben Tanner e Paul Horton un po’ dove vuole. E’ Brittany la star dello show e sembra godersela un mondo. Di personalità ne ha da vendere e pare sempre più a suo agio nel ruolo di frontwoman, sia quando tira fuori il suo lato più à la Prince (funky in “Don’t Wanna Fight”, sperimentale in “Sound & Color”) sia quando preferisce torch songs in pieno stile Marvin Gaye (“This Feeling”) o decide di alzare il ritmo di brutto (“Gimme All Your Love”, “Miss You”) in un crescendo devastante come poche prima di lei hanno potuto e saputo fare. E fin qui nulla di nuovo.

Ma “Sound & Color” ha anche un’anima diversa, più avventurosa, irrequieta. Quella venata di rock elettronico di “The Greatest”, quella meticcia dell’incredibile “Gemini” e di “Future People” che mischiano con un gusto tutto particolare un pizzico di funk e di psichedelia. Pezzi che risaltano ancora di più se messi a confronto con il soul che profuma di Erykah Badu (“Over My Head”), il southern rock d’annata (“Dunes”, “Shoegaze”) e gli omaggi a Curtis Mayfield (“Guess Who”). Cambiano, si evolvono gli Alabama Shakes, sorprendono con arrangiamenti molto più complessi di prima (violini, timpani, vibrafoni) restando comunque orecchiabili. “Sound & Color” non ha l’uniformità di suono di “Boys & Girls” né la sua immediatezza. E’ il classico secondo album interessante che molte band vorrebbero fare ma che poche possono dire di aver portato a casa. Gli Alabama Shakes interessanti e curiosi riescono sicuramente a esserlo, omaggiando il passato con uno stile ben più moderno. Se le vendite e le classifiche gli daranno ragione anche stavolta si vedrà.

Tracklist
1. Sound and Color
2. Don't Wanna Fight
3. Dunes
4. Future People
5. Gimme All Your Love
6. This Feeling
7. Guess Who
8. The Greatest
9. Shoegaze
10. Miss You
11. Gemini
12. Over My Head

 
 

The Morsellis – The Primavera ...

Un nuovo album di Alberto Morselli rappresenta sempre un piccolo evento, visto quanto è stata centellinata la sua attività discografica ...

The Cavemen – Night After ...

The Cavemen sono inarrestabili: il loro EP, “Lowlife”, era uscito solamente a febbraio, ma ieri è già arrivato un nuovo album, ...

Misery Loves Co. – Zero

Avevamo lasciato gli svedesi Misery Loves Co. fermi al 2000, anno in cui venne pubblicato l’album “Your Vision Was Never Mine To ...

Tindersticks – No Treasure ...

Una cartina geografica stilizzata adorna la copertina del dodicesimo album dei Tindersticks, il disco più ottimista e accessibile di una ...

Leonard Cohen – Thanks for ...

Quando un artista, che hai tanto amato e seguito, viene a mancare si crea un senso di partecipazione emotiva che spesso si traduce in una ...