TOP TEN ALBUM 2015 DI SARA MARZULLO

 
19 Dicembre 2015
 

#10) BENJAMIN CLEMENTINE
At Least For Now
[Behind]


I wonder how old are you now as you are reading this. How long have I been gone? Do you remember anything of our time here, when we were starting a different, unknowable life? Can you believe that your parents once came so close to breaking?

#9) TITUS ANDRONICUS
The most lamentable tragedy

[Merge]

La sua terapeuta lo chiama assecondare, io lo chiamo amore.

Farsi intervistare, dice il cantante dei Titus Andronicus, è più economico che andare in terapia. Scrivere un disco immenso sulla propria condizione e non usarla come giustificazione non so se sia meglio della terapia, ma funziona piuttosto bene.

#8) HEROIN IN TAHITI
Sun and Violence

[Boring Machines]

I luoghi non sono uno sfondo dove sfiliamo le nostre ombre.

Sono terra e carne, vento, respiro, luce, storia che non si è mai fermata e mai si fermerà.
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#7) GRIMES
Art Angels

[4AD]

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All I ever did was drive the familiar loop of surface streets I knew, smoking cigarettes, blasting the heat with the windows down on winter nights.

#6) jennylee
right on!

[Rough Trade]

Jenny Lee suona il basso nelle Warpaint, ama certi anni ’80 poco colorati e ci ricorda una cosa: che la sua inarrivabile ficaggine è migliore della tua. Questo è un disco di 10 tracce che esce a Dicembre e che ascolterai per i prossimi 12 mesi.

Questa è la storia che non volevo raccontarti quando ero la tua ragazza. Tu continuavi a fare domande, insistevi, e le tue supposizioni erano così spaventose e specifiche. Facevo la mantenuta? Belvedere era come il Nevada, dove la prostituzione è legale? Stavo nuda tutto l’anno? La realtà cominciò a sembrarmi arida. E col tempo arrivai a capire che se la verità sembrava così vuota, probabilmente non sarei stata la tua ragazza ancora per molto.

#5) SUFJAN STEVENS
Carrie & Lowell

[Asthmatic Kitty]

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Non un progetto artistico, ma la tua vita.

Scrivo perché abbiamo vissuto insieme, perché sono uno di loro, ombra tra le loro ombre, corpo vicino ai loro corpi: scrivo perché hanno lasciato in me un’impronta indelebile e la scrittura ne è traccia, il loro ricordo muore nella scrittura; la scrittura è il ricordo della loro morte e l’affermazione della mia vita.

#4) BODUF SONGS
Strench of Exist
[The Flenser]

You will lose the one you love.

They will all go. But even the earth will go, someday..
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#3) IOSONOUNCANE
DIE

[Tannen]

C’è qualcosa di inquietante nelle migrazioni degli stormi in mezzo al cielo: se i cambiamenti climatici hanno scombinato le stagioni, se ogni tanto guardi su e sembra quel film di Hitchcock che sai, non importa, l’effetto finale è affascinante lo stesso. Tipo “DIE”, che è pure il disco italiano dell’anno e un po’ di più.

Era stato un lampo, tranne che a bruciare adesso era solo lei.

#2) COLI STETSON & SARAH NEUFELD
Never The Way She Was
[Constellation]

La nostra vita, un lungo paesaggio che rimane dopo di noi. I viali, alle cinque di mattina, gli uomini con le borse di plastica, la pioggia che non finiva. Ti dicevo: sarà un giorno bellissimo. Non parlavi, qualche metro più avanti, e io guardavo dove i passi erano i tuoi.

Ti giravi, gli occhi come una cosa vera del mondo, di tutto il mondo.

#1) KENDRICK LAMAR
To Pimp A Butterfly

[Aftermath/Interscope]

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Nell’anno di Baltimore, Freddie Gray e i libri di Ta-Nehisi Coates, arriva Kendrick Lamar e scrive il disco che è un’epica, è un ricordo, è un dialogo con 2pac che riprende da dove si era interrotto.

We were in the water together swimming. But there wasn’t a life raft. So, eventually, we kind of had to learn to swim well, breaststroke, sidestroke, or whatever, to try to get to the mainland. Try to find a ship, whatever the case may be. Some niggas didn’t realize how they could swim so they just fucking drowned. Some niggas found land, some niggas found a ship.

 

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