OGGI “SILENT SHOUT” DEI THE KNIFE COMPIE 10 ANNI

 
17 Febbraio 2016
 

Se nei suoi 10 anni di vita non avete ancora ascoltato quest’album, fatelo adesso. Sono convinta che in qualche modo lo sentirete familiare, che vi ricorderà un episodio del passato o che vi sembrerà di conoscerne già qualche traccia. Ci sono i sample – come “Black” dei Pearl Jam in “Behind the Bushes” – ma non è questo il punto. Il fatto è che per come è stato pensato e realizzato Silent Shout è già un giovane classico dell’elettronica dark. E in senso lato è un album tribale, che dà voce a una visione della vita con modalità da rituale collettivo. Una specie di concept il cui suono, nella combinazione di bassi e distorsioni, crea un effetto quasi onomatopeico.

La sfera della collettività è presente fin dagli esordi dei Knife, nei testi che parlano di politica e affrontano problematiche sociali spinose. “Silent Shout” fa riferimento ancora a questioni scottanti ma fa un affondo verso una materia che diventa impalpabile, come se i due fratelli svedesi Karin Dreijer Andersson e Olof Dreijer ci stessero accompagnando negli abissi dell’anima. Sull’onda della drum machine andiamo a sbattere contro una barriera emotiva insondabile che può esprimersi solo attraverso una dimensione onirica e straniante. L’uomo è contraddittorio, doppio e fragile (I Know now fragility, attacca la title track) e non sarà un caso se i Knife in pubblico si mostrano, quando si mostrano, solo mascherati. Tutto l’album è in bilico tra artificio e realtà, sono le loro stesse voci fredde e metalliche a confonderci. Uomo o donna? La sensazione è che la verità sia nel non detto dell’urlo silenzioso.

A distanza di quasi dieci anni dall’uscita di quest’album ho assistito finalmente un concerto dei Knife in un contesto d’eccezione oltreoceano. Mi è sembrato di toccare con mano lo straniamento di cui si parlava. La sala gremita, una folla di personaggi così diversi tra loro, alcuni patinati, qualche frichettone, un’atmosfera da post-qualcosa – che ormai stiamo esaurendo le definizioni – e tutti, credo, un po’ alienati. Forse non sono stata l’unica a chiedermi: che ci faccio qui? Poi però la musica è partita e il pubblico ha iniziato a scatenarsi come in un magma, persi e ritrovati in un’unica, circense trance collettiva.

The Knife – “Silent Shout”
Data di pubblicazione:
17 Febbraio 2006
Registrato: March 2004 – November 2005
Tracce: 31
Lunghezza: 48:36
Etichetta: Rabid

Tracklist:
1. Silent Shout 4:53
2. Neverland 3:38
3. The Captain 6:08
4. We Share Our Mothers’ Health 4:11
5. Na Na Na 2:27
6. Marble House 5:18
7. Like a Pen 6:13
8. From Off to On 3:58
9. Forest Families 4:08
10. One Hit 4:27
11. Still Light 3:15

Ascolta per intero “Silent Shout”:

 

Album, concerti e Festival ...

Tanti sono gli eventi live che sono stati cancellati a causa della difficile situazione sanitaria mondiale. Festival internazionali che sono ...

Diamo un’occhiata alla ristampa ...

L’archivio di Paul McCartney non è vasto e profondo come quello di Neil Young ma si difende piuttosto bene, regalando ogni tanto ...

Oggi “It’s Great When ...

Ci sono dei dischi che hanno già vinto solo con il titolo. Questo esordio dei Black Grape è uno di quelli. Una band capitanata da Shaun ...

The Other Side: Fontaines D.C. – ...

Anche nelle migliori famiglie come IFB ci sono pareri discordanti su certi dischi. Di solito ci fidiamo e accettiamo il verdetto del nostro ...

Wishlist: i dieci dischi più ...

Ogni mese escono valanghe di dischi. Pure troppi a volte. Starci dietro non è facile, nemmeno per noi. Così sulla nostra personale agenda ...