FRIGHTENED RABBIT
Painting Of A Panic Attack

[ Atlantic - 2016 ]
7
 
Genere: Pop-rock
 
26 Aprile 2016
 

La musica dovrebbe essere sempre una questione di cuore, una faccenda personale al di là delle digressioni più o meno tecniche riguardo l’effettiva qualità di un disco. Spesso mi sono trovato di fronte al bivio ragione/cuore in sede di recensione ed ho capito che una mediazione è sempre possibile. Un po’ meno facile quando si tratta dei Frightened Rabbit, band che mi ha accompagnato durante gli ultimi tortuosi, talvolta pesanti e statici, anni che ho vissuto. Che fosse una passeggiata, una corsa o un comodo ascolto da divano, mi hanno risollevato le sorti di qualche dozzina di giornate non proprio iniziate con la pelle giusta. Per tutti questi motivi mi sono avvicinato all’ascolto con curiosità e cautela, per poterlo assimilare in un modo ragionevole cercando di tenere a bada i sentimenti.

La primavera luminosa e l’andamento morbido delle quindici canzoni in scaletta (nell’edizione deluxe, in quella normale sono dodici), unite a qualche residuo di malinconia che mi afferra le caviglie o mi abbraccia a giorni alterni ha creato un effetto soverchiante della componente emotiva dell’ascolto, per cui mi ritrovo nuovamente ad ascoltare in loop un disco della band scozzese che sembra sapere perfettamente quello che mi serve nei tempi più adatti. “Painting Of A Panic Attack” non è solo un titolo geniale ma anche un buon disco, seppur oggettivamente non eccellente.

Ci sono le melodie e le armonie vocali in bilico tra pathos à la Counting Crows e momenti più epici in stile Band Of Horses, ma nel complesso i brani sono meno carichi e più votati ad un andamento morbido. Album da pigra primavera, quando attorno la natura sboccia ma noi non siamo ancora pronti a cavalcarla e non ci resta che contemplarla affacciati alla finestra. Un disco che necessita di qualche ascolto attento per essere apprezzato nonostante un impatto immediato. Mancano i brani che restano incollati a lungo in testa, ma nel complesso le atmosfere non tradiscono la natura di una band non così banale come potrebbe sembrare. E poi tutto in musica è una questione di cuore. Per cui il voto suggerito dalla ragione è un 7 striminzito, mentre il cuore suggerisce di premere play ancora una volta.

Tracklist
1. Death Dream
2. Get Out
3. I Wish I Was Sober
4. Woke Up Hurting
5. Little Drum
6. Still Want to Be Here
7. An Otherwise Disappointing Life
8. Break
9. Blood Under the Bridge
10. 400 Bones
11. Lump Street
12. Die Like a Rich Boy
 
 

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