BLACK MOUNTAIN
IV

[Jagjaguwar - 2016 ]
8
 
Genere: Hard Rock, Rock Psichedelico
 
31 Maggio 2016
 

i Black Mountain non pubblicavano un album, dai tempi del loro terzo disco, l’ottimo “Wilderness Heart”. È pur vero che tra Pink Mountaintops e altri progetti collaterali vari non se ne sono stati con le mani in mano, però comunque un gran bel lasso di tempo.

Tornano oggi con “IV”, titolo non a caso per un band che ha sempre idolatrato i Led Zeppelin, un disco che per l’ennesima volta dimostra le ottime capacità amarcord della compagine canadese, guidata da Stephen McBean. Come detto, la formazione si rifà non a caso all’elettricità più classica e robusta, vantando un imponenza sonora che la rende capace di reggere sulle spalle rimandi storici ingombranti e l’abilità nello scrivere canzoni capaci d’imprimersi con inossidabile forza nella memoria, ne fa una delle formazioni rock fondamentali degli ultimi dieci anni.

L’album è un turbinio di hard-rock, visionaria psichedelia alla Goat , prog, space-rock, infarcito d’inflessioni kraut-elettroniche, ma pure folk, blues, classic-rock.. In bilico tra la visionarietà del capolavoro “In The Future” e la varietà dell’esordio, il disco si apre con “Mothers Of The Sun”, dai rimandi prog-psichedelici, dove furoreggiano sia gli assoli di McBean che i synth vintage di Jeremy Schmidt.

Subito dopo, “Florian Saucer Attack” certifica una folle corsa verso lo spazio, con percussioni e chitarre progressive che inseguono le parti vocali di Amber Webber. “Defector”, un duetto dalle atmosfere oppressive e tetre, con McBean e la stessa Webber a creare tessiture vocali, assembla synth carpenteriani in una ballata dall’aura cosmic-blues; “You Can Dream” è un mantra melodico che cita i Suicide lasciando fluire chitarre liriche ed elettronici effetti space e retrofuturistici; “Constellations” appaia un riff rock che più classico non si può, ai filamentosi fraseggi di synth; “Line Them All Up”, tutta nelle mani di Amber, è un’avvolgente e visionaria ballata acustica psych-folk; bellissima “Cemetery Breeding”, altra ballata la cui melodia aperta contrasta con un mood dark di fondo.

A dir poco onirico il finale, con tre pezzi che da soli occupano quasi venticinque minuti dell’intero album. “(Over And Over) The Chain”, mesmerico intro droning e poi giù a rotta di collo lungo le traiettorie di una psichedelia tribale ed ipnotica, dalle chitarre acide; “Crucify Me”, ballata zeppeliniana lisergica e sognante.
Opera tanto lunga quanto varia come mai prima era accaduto nella discografia della band, “IV” è l’espressione perfetta dello stato di grazia e della freschezza di una band i cui limiti, al momento, non sono individuabili.

Credit Foto: Olivia Jaffe

Tracklist
1. Mothers Of The Sun
2. Florian Saucer Attack
3. Defector
4. You Can Dream
5. Constellations
6. Line Them All Up
7. Cemetery Breeding
8. (Over And Over) The Chain
9. Crucify Me
10. Space To Bakersfield
 
 

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