OGGI “NEW ADVENTURES IN HI-FI” DEI R.E.M. COMPIE 20 ANNI

 
9 settembre 2016
 

Ricordo dove mi decisi finalmente a comprare “New Adventures in Hi-Fi”, alcune settimane dopo la sua uscita. Era un piccolo centro commerciale in Brianza, quando i centri commerciali erano una cosa nuova e inoffensiva. Dentro c’era un negozio di elettrodomestici e dischi, una piccolissima Amazon dell’era pre-internet. Nei corridoi tirati a lucido, qualche giorno prima avevo sentito “E-Bow The Letter”, improbabile singolo con la voce di Patti Smith che suonava così diversa da tutti gli altri pezzi che passavano le radio quell’anno. A ripensarci non ricordo me stesso più giovane, eppure avevo 16 cazzo di anni. Ora devo avere l’età che avevano loro nel 1996, penso; controllo: Michael Stipe ha 20 anni giusti più di me.

Non credo di aver mai consapevolmente pensato di voler diventare come lui, ma mentirei se dicessi che Stipe non è stato un modello: di integrità artistica e morale, di intelligenza, di poesia, di come essere una rockstar fuori dagli schemi. Il disco rimane da allora il mio disco preferito di sempre, il mio LP da isola deserta, e a risentirlo oggi suona ancora benissimo. È forse la miglior produzione di Scott Litt: l’aria che si respira vasta come gli spazi americani, i dettagli che escono in cuffia o quando alzi il volume. È come una summa di Automatic for the People e Monster, i loro due dischi precedenti con i quali avevano definitivamente piazzato il loro nome nei gruppi rock più importanti degli anni ‘90.

“New Adventures” venderà meno, mi sono chiesto spesso se per la mancanza di singoli radiofonici e la scelta di tornare a sonorità più indie o se per un effetto ritardato di Monster, un disco meno facile di “Automatic” che molti fan potrebbero aver acquistato a scatola chiusa per poi rimanerne delusi. Di sicuro New Adventures è un disco più vario e contaminato dei precedenti, una reinvenzione che ha dello straordinario per un gruppo al suo decimo LP. “Leave” ed “Electrolite” sono tra i pezzi migliori della loro carriera, “Undertow” e “Binky the Doormat” superano a destra mezzo indie di oggi e sarebbero probabilmente Best New Track su Pitchfork. Registrato quasi interamente durante i soundcheck e le pause del tour di Monster, è in un certo senso un disco live atipico: se chiudi gli occhi è facile immaginare questi enormi palazzetti senza pubblico, solo poche persone, l’eco, l’anticipazione.

Non confondete scrittore e personaggio, disse Stipe in un’intervista di quel periodo, ma “New Adventures” è lo stesso il suo disco più personale: “E-Bow The Letter” è una vera lettera mai inviata a un amico, e difficile non ci sia un po’ di identificazione quando racconta lo spaesamento di un ospite a un talk show in “New Test Leper”, o i lunghissimi viaggi intercontinentali in “Departure”. Cercare i testi su internet, negli anni seguenti, era un’impresa. Da qualche parte conservo ancora un fascicolo di centinaia di pagine dove avevo stampato l’intero R.E.M. Lyrics Archive, ancora oggi online con la stessa grafica di un tempo.

“New Adventures” è anche la fine di un ciclo per i R.E.M., l’ultimo disco nella formazione storica prima dell’uscita di Bill Berry che dopo aver rischiato la vita per un aneurisma decide di ritirarsi a fare il contadino restando “il loro più grande fan”. La fine di un ciclo, ma non la fine della loro creatività: gli anni seguenti fino allo scioglimento della band nel 2011 non raggiungeranno più queste vette ma regaleranno ancora una manciata di ottime canzoni e tantissimi ottimi live. Perfettamente nel loro stile, i quattro di Athens, Georgia fanno un’ultima foto tutti insieme e poi continuano per la loro strada; un cane a tre zampe, dirà Stipe, deve solo imparare a correre diversamente. Ovvero, riprendendo il testo di “E-Bow The Letter”, Who’d have thought tomorrow would be so strange? / My loss, and here we go again.

R.E.M. – “New Adventures In Hi-Fi”
Data di pubblicazione: 9 settembre 1996
Tracce: 9
Lunghezza: 65:33
Etichetta: Warner
Produttore: Scott Litt & R.E.M.

Tracklist:
1. How the West Was Won and Where It Got Us
2. The Wake-Up Bomb
3. New Test Leper
4. Undertow
5. E-Bow the Letter
6. Leave
7. Departure
8. Bittersweet Me
9. Be Mine
10. Binky the Doormat
11. Zither
12. So Fast, So Numb
13. Low Desert
14. Electrolite

 

Oggi “The Soft Parade” ...

La vita di Jim Morrison, e di conseguenza quella dei suoi Doors, è stata breve e fulminea, leggiadra come una farfalla, abbagliante come ...

Oggi “Roman Candle” di ...

La musica di Elliott Smith è essenziale, nel senso che il cantautore americano riuscì ad esprimere sé stesso, il suo mondo, le sue ...

Space Oddity: il Kleos, la fama, la ...

Oggi la questione non è tanto quella di poter esprimere ciò che si è davvero, quanto, invece, quella di raggiungere i propri obiettivi di ...

Oggi “Happy Sad” di Tim ...

“Happy Sad” è un ossimoro, un contrasto che ben descrive l’anima di un artista complesso come Tim Buckley. L’anima o meglio le ...

Oggi “This is What You ...

Johnny Rotten era insoddisfatto dei Sex Pistols e stanco delle richieste di Malcolm Mc Laren, il “borghese anarchico” del punk. ...