THE PRETENDERS
Alone

[ BMG - 2016 ]
8
 
Genere: new wave, rock
 
9 Novembre 2016
 

Quanto ci piace il rock’n’roll macchiato, la musica da rossetto un po’ sbavato e ciuffo spettinato dei The Pretenders. O, ancora meglio, quanto ci piace Chrissie Hynde, questa stilosissima superdonna che nonostante abbia superato i 60 anni, è ancora fonte inesaurita di cascate sonore. Chitarrista, voce anima e mente del progetto fin dalla nascita negli Anni Ottanta, con i colleghi di band ha sfidato un mondo popolato da uomini, al confine tra rock’n’roll new wave e punk, per poi spostarsi sempre più verso il mondo del rock dagli sprazzi cantautoriali e pop. Dopo l’album solista del 2014 registrato a Stoccolma, Hynde torna al primo grande amore di band nell’ ultimo e decimo lavoro di studio “Alone”, prodotto dal concittadino di Akron in Ohio Dan Auerbach dei Black Keys (un nome, una garanzia) e registrato nei suoi studi di Nashville.

Una voce avvolgente, intensa e profonda che si adatta alle diverse sfumature dei 12 pezzi proposti: da un brano in stile quasi ballad “Roadie Man” a un mellifluo “Let’s Get Lost” al rock più puro di “Gotta Wait”.
Mai banale o noioso, l’album è un esplosione continua, una serie di fuochi artificiali tutti differenti, dove la musica si compenetra all’essenza di una performer calamitante, fedele a sé stessa senza arenarsi o crogiolarsi nel proprio nome. Hynde è madrina di un rock senza tempo e senza spazio, come la musica bella e ben costruita sa essere e mantenersi.

L’amore puro entra esce e si rinfila nelle tracce, tra la preziosa bellezza di “Blue Eyed Skies” e riflessiva contemplazione di “Death Is Not Enough”, la cavalcata country e gelosa di “I hate myself” e il tocco di rieccheggiante swing di “Never Be Togetehr”.
Come dietro un grande uomo c’è sempre un’ancora più grande donna, così dietro il nome dei Pretenders brilla, dilaga e esplode l’espressività classica e intramontabile di Chrissie, icona mai di moda e per questo mai passata.

Photo: Matt Holyoak

 

Tracklist
1. Alone Song
2. Roadie Man
3. Gotta Wait
4. Never Be Together
5. Let's Get Lost
6. Chord Lord
7. Blue Eyed Sky
8. Be The Man That You Are
9. One More Day
10. I Hate Myself
11. Death Is Not Enough
12. Holy Commotion
 
 

Braids – Shadow Offering

Inizia con la dichiarazione di un amore fugace contenuta nell’opening track “Here 4 U” il quarto album in studio della ...

Cloud Nothings – The Black ...

Era ottobre 2018 quando i Cloud Nothings avevano pubblicato, via Wichita Recordings, il loro quinto LP, “Last Building Burning”: ora la ...

The Beths – Jump Rope Gazers

Diamo il bentornato ai simpatici Beths di Auckland che danno un seguito al piacevolissimo esordio di due anni fa. Il quartetto cambia un ...

Khruangbin – Mordechai

Tornano i mariachi del groove texani dopo l’ottimo “Con Todo El Mundo”, e lo fanno dimostrano un invidiabile stato di ...

Sault – Untitled (Black is)

In un mondo di sovraesposizione mediatica i Sault si fanno notare per la loro misteriosa identità: arrivati al terzo album, di cui due ...