MOON DUO
Occult Architecture Vol.1

[ Sacred Bones - 2017 ]
7.5
 
Genere: Psych Rock, kraut rock
 
4 febbraio 2017
 

Erik Ripley Johnson e Sanae Yamada rispolverano il progetto Moon Duo e arrivati al quarto album raddoppiano. “Occult Architecture Vol. 1” infatti è solo il primo dei due dischi previsti quest’anno, entrambi ispirati al mondo dell’occulto e alle opere di Mary Anne Atwood, Aleister Crowley, Colin Wilson e Manly P. Hall (il secondo “Occult Architecture Vol.2” uscirà in primavera). Concepiti durante il lungo e freddissimo inverno di Portland dopo anni trascorsi nella calda stagione unica californiana, non potrebbero essere più diversi. Buio, incertezza, paura, incubo, desiderio pervadono il primo volume mixato a Berlino dal fido Jonas Verwijnen. Luce, energia, rinascita brillano nel secondo. Potrebbe suonare banale, se a comandare l’astronave non ci fossero i Moon Duo che a conciliare l’inconciliabile provano ormai da tempo riuscendoci spesso (“Circles” è un ottimo esempio).

Johnson e Yamada non sono certo i primi e non saranno gli ultimi ad interessarsi al tema dell’occulto e del misticismo ma al contrario di molti altri riescono a vivere questa passione in modo poco celebrale e molto viscerale. “Occult Architecture Vol.1” non dà lezioni di filosofia. Colpisce duro, quando e come serve. Se fosse un pugile sarebbe un grande incassatore, di quelli esperti che risorgono quando meno te l’aspetti. E alla fine la spuntano, contro i pronostici e le scommesse. I Moon Duo recuperano il filo psichico degli esordi e anche grazie al gran lavoro di batteria di John Jeffrey vincono l’ennesima scommessa. Restando se stessi, perché la formula della premiata ditta Johnson-Yamada è quella di sempre: gli assoli chilometrici, spaziali di Erik Ripley Johnson, meno indolenti e più cattivi del solito con i synth di Sanae Yamada che fanno da contrappunto. Crescono, chiedono spazio. Prendendoselo spesso con forza in “The Death Set” e “Cold Fear”.

“Creepin” e “Cross-Town Fade” avrebbero potuto diventare perfette pop song se lasciate in altre mani. Johnson & Yamada le trasformano in una incalzante, delirante, massiccia maratona psych pop. Ma è solo un attimo. “Occult Architecture Vol.1” in realtà è puro rock made in Moon Duo. Psichedelico, teutonico con grinta, motorik senza badare alle spese di carburante, futurista con un occhio al passato e echi di Popol Vuh, Amon Duul, Throbbing Gristle, Chrome che si ricorrono tra le pieghe diaboliche di “Will Of The Devil” e “Cult Of Moloch”. In tre parole: minaccioso e sexy. Non innovativo ma dannatamente solido. Non fa sconti. Ed è solo il primo capitolo.

Tracklist
1. The Death Set
2. Cold Fear
3. Creepin’
4. Cross-Town Fade
5. Cult of Moloch
6. Will of the Devil
7. White Rose
 
 

Kristin Hersh – Possible Dust ...

Dark Sunshine è un’ottima definizione di Kristin Hersh ed è anche uno dei modi che ha scelto per descrivere il suo nuovo album ...

Phosphorescent – C’est ...

Dietro il progetto Phosphorescent si nasconde Matthew Houck che, dopo l’ottimo riscontro ottenuto nel 2013 con “Muchacho” ...

GØGGS – Pre Strike Sweep

Anche se non sono amante del Punk, ho sempre trovato del fascino nella sua parte che abbraccia Noise ed Hardcore, temo più che altro per le ...

As Madalenas – Vai, Menina

E’ un ritorno piacevolissimo quello delle As Madalenas, duo italo brasiliano che aveva incantato un po’ tutti tre anni fa con ...

Primal Scream – Give Out But ...

Dice Bobbie Gillespie : <…nel 1993 andammo con i Primal Scream a Memphis per fare un album con Tom Dowd e la Muscle Shoals Rhtym ...