Giorgio Poi_foto
 

GIORGIO POI
Fa Niente

[ Bomba Dischi - 2017 ]
8
 
Genere: Indie-Pop
 
10 febbraio 2017
 

La Madonna sul divano, le felpe, centraline, tubature, appartamenti e geografie urbane: “Fa Niente”, disco d’esordio di Giorgio Poi, è disco delle piccole cose, che racconta grandi emozioni.
Il nuovo pupillo di Bomba Dischi brilla davvero: le sue ispirazioni vengono chiaramente dall’amplissima scuola cantautoriale italiana, soprattutto da quella leggermente outsider che va da Piero Ciampi al Battisti prog di Anima Latina.

Sempre al limite tra la realtà e la poesia, il disco di Poi potrebbe avere una nota di copertina come quella scritta da Claudio Lolli in “Ho Visto Gli Zingari Felici”: Questo disco è stato il mio personal-musical frisbee lanciato, finalmente con leggerezza anche formale, verso passanti sconosciuti e disponibili al gioco.

Il lavoro di Poi è proprio un frisbee, o per meglio dire un boomerang che torna sempre tra le strade, nelle case e tra i letti. A pensare ad uno scrittore assimilabile a “Fa Niente” viene da pensare al cacciatore di farfalle Nabokov.
Proprio il russo scrisse nella sua opera prima che lui aveva: “Finito di creare un mondo”.  Poi, effettivamente come lo scrittore, crea attingendo ad una realtà piena di sfumature e colori strani.

Le soluzioni sia musicali che testuali non sono mai banali, l’arrangiamento e il testo di Tubature sono memorabili e segnano una frontiera di un prog elettronico d’autore.

Per il suo stile a cavallo tra l’elettronico, l’indie rock e il cantautorato Giorgio Poi è vicino all’interessantissimo artista canadese Mac DeMarco, in attività da pochi anni, ma già molto incisivo nel genere.
I pezzoni del disco sono indubbiamente L’abbronzatura, Tubature e Doppio Nodo, dove emergono le qualità della musica di Giorgio Poi in tutto il loro splendore.

Nonostante faccia pienamente parte della nuova ondata cantautoriale italiana vedi Cambogia, Calcutta, Motta e co, Giorgio Poi è meno immediato dei suoi colleghi, ma forse alla lunga più apprezzabile, dato che veramente è tutto da scoprire.
Nel disco c’è l’atmosfera magica di un nightclub stanco di rimanere aperto, dove ci sono uomini e donne inermi sdraiati tra tavoli e divanetti.
Giorgio Poi crea un groviglio umano e musicale che talvolta, a dire la verità collassa su se stesso, ad esempio in Acqua Minerale che, pur avendo dei buoni spunti nel testo, rimane leggermente sottotono.

Non tutti i pezzi saltano subito all’orecchio, ma hanno la capacità, ascolto dopo ascolto, di svelare nuove storie e soggetti.
Nabokov in “Lolita” sente gli Stati Uniti ancora come un paese estraneo, misterioso, lontano dalle sue corde, ma allo stesso tempo è misteriosa e piena di sorprese: Giorgio Poi canta le stesse cose in relazione alla sua casa natale, che ormai da qualche anno vede da lontano.

L’immagine complessiva che emerge in Fa Niente è quella di un teatro pieno di oggetti vintage, scoloriti ma tutto sommato pieni di vita.

Tracklist
1. Patatrac
2. L’abbronzatura
3. Niente di strano
4. Tubature
5. Paracadute
6. Acqua minerale
7. Le foto non me le fai mai
8. Doppio nodo
9. Fa niente
 
 

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