OGGI “BADUIZM” DI ERYKAH BADU COMPIE 20 ANNI

 
11 Febbraio 2017
 

A febbraio è inutile far finta che non sia inverno e la primavera, l’estate sembrano lontanissime. Spesso però basta un album di quelli giusti a far alzare la temperatura interna e esterna. “Baduizm” di Erykah Badu, uscito l’undici febbraio del 1997, è uno di quei dischi. L’esordio di un’artista eclettica come pochi colleghi, con uno spirito da globetrotter e le idee molto chiare. Registrato in frenetico movimento passando da uno studio all’altro alla ricerca del suono giusto, dei collaboratori migliori. Lunga è la lista dei produttori di “Baduizm” e vi compaiono tantissimi nomi che in questi venti anni sono diventati pilastri della musica a stelle e strisce (i The Roots giusto per fare un esempio).

“Baduizm” ovvero la filosofia di Erykah Badu distillata in quattordici canzoni. Ritmi sinuosi e affascinanti come un filo di fumo che sale da una sigaretta non elettronica, una voce dal tono dolce e aspro che chiedeva di essere ascoltata. “Baduizm” era magnetico, sensuale, capace di mettere insieme modernità e tradizione (provare per credere il jazz a cappella di “Afro”) funk e melodia vecchio stile. Per definirlo i critici hanno inventato un termine, “neo soul”, che avrebbero usato spesso negli anni successivi. E Erykah Badu è stata paragonata a Billie Holiday, a Nina Simone, a Ella Fitzgerald signore assolute delle sette note. Lei però ha rivelato di aver pensato soprattutto al primo disco di Brandy mentre registrava il suo, di averlo adorato e di aver passato ore a cercare di carpine i segreti.

“Baduizm” è stato ricoperto di premi tra cui un Grammy e un American Music Award per il miglior disco R&B Soul o Rap. Ha venduto milioni di copie in un periodo in cui l’industria discografica non era più quella di un tempo, grazie anche a singoli di gran classe come “On & On”, “Next Lifetime” e “Otherside Of The Game”. Ma soprattutto ha aperto la strada a tanti artisti intraprendenti, creando un mercato (termine orribile ma vero) per “The Miseducation Of Lauryn Hill” uscito nel 1998 e forse perfino per Amy Winehouse. L’AmErykah di “Baduizm” vent’anni dopo non è invecchiata e tante di queste canzoni hanno avuto una seconda o terza vita usate come sample da The Game o Kendrick Lamar. Riscoprirle oggi, in epoca di muri e minacce, fa capire quanto le parole di “Drama” siano ancora attuali: “Race relations, segregation, no occupation / World inflation, demonstration, miseducation / I can’t believe / That we’re still livin’ / Oh in this crazy crazy world”.

Erykah Badu – Baduizm
Data di pubblicazione: 11 febbraio 1997
Tracce: 14
Lunghezza: 58:15
Etichetta: Kedar, Universal
Registrato: 1996 ai Battery Studios di New York, al Dallas Sound Lab di Dallas e ai Sigma Sounds & Ivory Studios di Philadelphia
Produttori: Madukwu Chinwah, Erykah Badu, John Meredith, James Poyser, The Roots

Tracklist:
1. Rimshot (Intro)
2. On & On
3. Appletree
4. Otherside of the Game
5. Sometimes [Mix #9]
6. Next Lifetime
7. Afro
8. Certainly
9. 4 Leaf Clover
10. No Love
11. Drama
12. Sometimes…
13. Certainly [Flipped It]
14. Rimshot (Outro)

 

Oggi “X&Y” dei ...

I Coldplay che 15 anni fa diedero alle stampe il loro terzo album “X & Y” erano una band in grande ascesa, oltre che ...

Oggi “Fold Your Hands Child, ...

Avete presente la sensazione che si prova quando si sta leggendo un romanzo di formazione che racconta così fedelmente e con così acuta ...

Oggi “Here Come The ...

Rubo, parafrasando, la battuta detta da Adolfo Celi, nei panni del professor Sassaroli in “Amici Miei Atto Secondo”: ‘Ahi ahi ...

Oggi “Melody of Certain ...

Pazienza, giusto un po’ di pazienza…sono solo quaranta i secondi che dividono l’intro “Equally Demaged” dal ...

Oggi “Rated R” dei Queens of ...

Stando alle intenzioni originali, il secondo album dei Queens of the Stone Age si sarebbe dovuto intitolare semplicemente “II”. Un nome ...