TINARIWEN
Elwan

[ Pias - 2017 ]
7
 
Genere: rock, world, alternative-rock
Tags:
 
15 febbraio 2017
 

Chiudi gli occhi apri le orecchie e ascolti i primi giri di chitarra: trovi un blues sporco, un blues qualsiasi, ma bastano pochissimi secondi e subentrano le percussioni, i cori dietro ogni angolo, urli liturgici che si ammassano a una malinconia di chitarre che si rincorrono in loop, ed ecco che da una nuvola di sabbia escono ancora i Tinariwen, il gruppo maliano che regala ad ogni occidentale chiuso nel suo cemento, un lungo viaggio tra le steppe di deserti che non si possono immaginare, ma solo sentire.

L’esser combattenti ribelli della rivolta tuareg, blues-man che sussistono nel nomadismo e in un senso della libertà che trapela lungo tutta la loro discografia, li rende unici nella loro approccio alla musica che non può non prescindere da una componente politica.

Il questo “Elwan “il sound del gruppo berbero resta bel delineato sulla scia della discografia, ma qui siamo fuori da una logica occidentale di rinnovamento che l’artista deve compiere per non essere accusato di poca fantasia, tra dune e tribù questi canti ispirano e suscitano sempre un fascino speciale, che si rinnova semplicemente perdurando, e a noi va benissimo così.

Le prime due tracce sono esercizi perfetti dei Tinariwen, l’esotismo non può non sconfinare nella psichedelia di chitarre acide, e “Sastanàqqàm” ne è esempio perfetto. Il blues-rock alterna episodi frenetici a calme malinconie come la sognante “Ittus”. Degne di nota anche “Talyat” e l’incalzante “Assàwt”. “Nànnuflày” ci sorprende con la cavernosa incursione completamente riuscita di Mark Lanegan; solo l’ennesimo musicista che ha voluto contribuire e apprezza il mondo dei Tinariwen, una lista che va da Carlos Santana a Herbie Hancock, così giusto per fare due nomi.

Insomma quest’ultimo capitolo dei Tinariwen è sicuramente ottima linfa per chiunque voglia prendersi un po’ di tempo per scappare dalla frenesia delle nostre città, e dalla noia dei nostri gruppetti.

Tracklist
1. Tiwàyyen
2. Sastanàqqàm
3. Nizzagh Ijbal
4. Hayati
5. Ittus
6. Ténéré Tàqqàl
7. Imidiwàn N-Àkall-In
8. Talyat
9. Assàwt
10. Arhegh Ad Annàgh
11. Nànnuflày
12. Intro Flute Fog Edaghan
13. Fog Edaghàn
 
 

Indianizer – Zenith

Allora, parlare di questa band non è facile per molteplici motivi: sono un calderone di generi mischiati insieme, sono difficili da ...

Winter – Ethereality

Album numero due per il progetto shoegaze di Samira Winter che conferma la sua passione per le distorsioni e gli anni ’90 ...

Lamansarda – Foreign Bodies

Provenienti dalla provincia di Napoli, i Lamansarda nascono nell’estate del 2013 proprio in una mansarda, dove i fratelli Antonio e ...

King Tuff – The Other

Grandi cambiamenti per Kyle Thomas, l’eclettico e avventuroso musicista che si nasconde dietro il nome King Tuff. Una decina d’anni dopo ...

Rainband – The Shape Of ...

Tradizionalismo come se piovesse nel nuovo album della formazione di Manchester guidata da Martin Finnigan. In Italia i Rainband hanno ...