THE NEW PORNOGRAPHERS
Whiteout Conditions

[ Caroline - 2017 ]
7.5
 
Genere: rock-pop, alternative rock
 
11 Aprile 2017
 

Dopo venti anni esatti di onorata carriera e un capolavoro come “Twin Cinema” (2005) alle spalle, i canadesi New Pornographers potrebbero anche permettersi di non dover dimostrare più nulla a nessuno e ripetere la stessa formula vincente di album in album. E invece no: ogni nuova release è influenzata da suoni, generi ed epoche diverse, che contribuiscono a dare vita a un power-pop davvero unico e immediatamente riconoscibile.
“Whiteout Conditions” è il settimo lavoro in studio e il primo senza il batterista Kurt Dahle e il polistrumentista Dan Bejar, allontanatosi temporaneamente per dedicarsi esclusivamente alla stesura delle nuove canzoni dei suoi Destroyer. L’assenza di Bejar non è certamente di poco conto, considerando il fatto che molti brani dei precedenti album dei New Pornographers sono stati scritti e cantati proprio da lui. Orfano del suo prezioso apporto, A.C. Newman (voce e chitarra) si è occupato da solo del songwriting dei nuovi undici pezzi, continuando a dividere il microfono con Neko Case, la regina dell’alternative country statunitense, e Kathryn Calder, ex-leader del trio indie pop Immaculate Machine.

La mancanza dell’eccentricità e dell’eclettismo di Dan Bejar si fa sentire, ma senza pesare eccessivamente. L’elettronica e la new wave del precedente “Brill Bruisers” fanno ancora capolino in diversi episodi, come nella title track “Whiteout Conditions”, in “Darling Shade” e nella batteria che apre “Play Money”, il cui beat ricorda da vicino quello della drum machine del classicone anni ’80 “Enola Gay” degli OMD.
Richiami al David Bowie berlinese e agli Sparks di “Kimono My House” percorrono le note di “This Is The World Of The Theater” e “Clockwise”, probabilmente le due canzoni migliori del disco. Un ritorno deciso alle sonorità più rock e immediate dei primi album c’è invece nel singolo “High Ticket Attractions” e nella chiusura nervosa e ritmata di “Avalanche Valley”.

Melodie catchy e intrecci vocali sono, come sempre, i veri punti di forza della proposta dei New Pornographers; impossibile non apprezzare il lavoro certosino di Newman e soci nei cori della beachboysiana “Second Sleep”, nella ballad elettronica “We’ve Been Here Before” e nella psichedelica “Juke”. Il rischio di cadere nella melassa e nel barocco viene abilmente evitato grazie a un songwriting maturo e mai banale, a tratti fin troppo raffinato ma sempre attento a non anteporre la forma alla sostanza.

Difficile che i New Pornographers riescano mai a tornare ai livelli di “Electric Version” (2003) e del già citato “Twin Cinema”, ma va bene così: “Whiteout Conditions” è un lavoro più che convincente, in grado di combinare la freschezza degli esordi alla sperimentazione dei dischi più recenti.

Tracklist
1. Play Money
2. Whiteout Conditions
3. High Ticket Attractions
4. This Is the World of the Theatre
5. Darling Shade
6. Second Sleep
7. Colosseums
8. We ve Been Here Before
9. Juke
10. Clock Wise
11. Avalanche Alley
 
 

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