FEIST
Pleasure

[ Universal - 2017 ]
8
 
Genere: Songwriting
Tags: ,
 
24 Maggio 2017
 

“Pleasure” si perde nella bellezza di un labbro che sanguina e Feist, al suo quinto album da solista, rimane proprio lì ad ammirare le sue ferite gettate fuori in un album che, per sua stessa ammissione, aveva bisogno di scrivere. Noi accettiamo il regalo perché perdersi in stanze minimali e lo-fi di un disco così è un piacere unico, cosmico.
Siamo perennemente in uno slalom tra vita, rabbia, morte e innovazione personale; ci si sente gettati in una lavatrice di quelle perfettamente bianche delle lavanderie a gettoni, che in un’incredibile semplicità diventano assolutamente personalizzate dai nostri sentimenti.

Slanci blues e ballad acustiche con sinth che evocano atmosfere da castelli infestati da fantasmi, sono una costante nei vari pezzi. I Wish I Did not Miss You è un brano simbolo di una sorta di incazzatura swing che riempie ogni atmosfera di “Pleasure”.
Feist ha fatto dell’eclettismo una ragione di vita, è passata ad esempio dai Broken Social Scene, alle cover dei Mastodon e i vari sound adottati da solista, sono sempre stati capaci di svelare una parte della personalità della cantautrice.

In ogni sua opera e periodo riesce ad essere credibile, incisiva. La canadese sa comunicare e lo dimostra l’incredibile successo di Pleasure che sin dalla sua uscita, anzi molto prima, grazie ad un hype completamente giustificato e al rilascio dell’omonimo brano, ha colpito tutti i fan storici e non solo.
Le collaborazioni nel lavoro sono degne di nota: la più interessante è con Jarvis Cooker (Pulp) in “Century”.
Alla fine il disco gioca con un binomio piacere/dolore senza dimenticarsi l’ironia, in questa macina di lividi e passioni che può essere la vita.

Il sound è eclettico, infatti quando ci sembra di aver capito tutto di “Pleasure” arrivano pezzi come “Century” o “Young Up”, che stravolgono ancora una volta il panorama musicale dell’album.

Lei ricorda proprio nell’ultima traccia che: Everything that falls is falling/ Even if you don’t have your own back, ma la sua voce basta a confermare che anche le cadute possono essere fatte con grazia e il suono di una disfatta se accompagnato da Pleasure può essere dolce, giusto e indimenticabile.

Tracklist
1. Pleasure
2. I Wish I Didn’t Miss You
3. Get Not High, Get Not Low 
4. Lost Dreams
5. Any Party
6. A Man Is Not His Song
7. The Wind
8. Century
9. Baby Be Simple
10. I’m Not Running Away
11. Young Up
 

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