THE WAR ON DRUGS
A Deeper Understanding

[ Atlantic - 2017 ]
7.5
 
Genere: alternative rock
 
4 Settembre 2017
 

Le porte del successo per il talentuoso songwriter statunitense Adam Granduciel hanno cominciato ad aprirsi nel 2014 con l’uscita dell’ottimo “Lost in the Dream”, terza prova in studio per i suoi The War On Drugs. Dieci brani grazie ai quali la band, orfana già da qualche anno del cofondatore Kurt Vile, è riuscita a conquistarsi la critica e a farsi apprezzare da un pubblico sempre più ampio. Con il nuovo “A Deeper Understanding” Granduciel tenta la carta del definitivo salto di qualità (e di fama); il passaggio a una major come la Atlantic è la prova inconfutabile del fatto che i The War On Drugs puntino a lasciare una volta per tutte l’ormai strettissima dimensione underground per seguire la via dell’indie rock da stadio già percorsa da Arcade Fire e The Killers.

“A Deeper Understanding” in realtà non si allontana troppo dal suo acclamato predecessore, anche se non mancano piccole modifiche e accortezze adottate soprattutto per attrarre nuovi ascoltatori. Come nel caso di “Lost in the Dream”, Granduciel confeziona dieci tracce sempre in bilico tra la consistenza della grande tradizione rock a stelle e strisce e la delicatezza del dream pop di matrice britannica. Questa volta però l’ago della bilancia pende decisamente a favore del primo elemento: in più di qualche episodio il cantautore strizza l’occhio al Bruce Springsteen superstar di “Born in the U.S.A.” (“Holding On”, “Nothing To Find” e “Strangest Thing”) e al Tom Petty solido e sincero di “Damn the Torpedoes” (“In Chains”). I riferimenti al folk rock anni ’70 dell’album precedente sono stati sostituiti dall’immediatezza synth-pop e dall’elettronica tipica degli ’80: il tema principale di “Computer Love” – brano pubblicato dai Kraftwerk nel 1981 e già ripreso in parte dai Coldplay nel singolo “Talk” (da “X&Y” del 2005) – è richiamato esplicitamente nelle note di “Pain”, mentre con la drum machine di “Up All Night” la band si diverte in un interessante e stranamente ritmato esperimento tra shoegaze e dance rock.

Le tracce di psichedelia e lo-fi presenti ai tempi dell’esordio in compagnia di Kurt Vile sono solo un pallido ricordo; oggi l’ambizione non troppo velata di Granduciel è quella di rivitalizzare il buon vecchio soft rock da FM di una volta – carico di solos memorabili e riff da cantare in coro – e avvicinarlo ai gusti delle nuove generazioni. Restando fedeli alle caratteristiche tipiche del genere, i The War On Drugs riservano il meglio nei momenti più lenti e melodici: gli undici minuti dai toni epici di “Thinking Of A Place” suonano come un omaggio leggero e sognante ai Dire Straits di Mark Knopfler; le influenze folk e acustiche (mai troppo nascoste) di Bob Dylan e Neil Young fanno invece da base alle intense ballads “Clean Living” e “You Don’t Have To Go”. C’è spazio anche per le sensuali tinte smooth soul e R&B della calda “Knocked Down”, una delle canzoni più intime e convincenti dell’album.

“A Deeper Understanding” è il biglietto da visita di Granduciel e soci al grandissimo pubblico; i The War On Drugs si apprestano a fare il loro ingresso nella serie A del rock con un album che rischia poco e non colpisce come il precedente “Lost in the Dream”, ma che tuttavia presenta una band in forma strepitosa e sicura dei propri mezzi.

Tracklist
1. Up All Night
2. Pain
3. Holding On
4. Strangest Thing
5. Knocked Down
6. Nothing To Find
7. Thinking of a Place
8. In Chains
9. Clean Living
10. You Don’t Have To Go
 
 

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