ARIEL PINK
Dedicated To Bobby Jameson

[ Mexican Summer - 2017 ]
8
 
Genere: psychedelic pop
Tags:
 
10 ottobre 2017
 

Come facilmente intuibile dal titolo, il nuovo album di Ariel Pink è dedicato a Bobby Jameson, uno sfortunato songwriter statunitense attivo negli anni ’60 che precipitò troppo presto nel proverbiale vortice di alcol e droghe. Dopo essere sparito per decenni, Jameson tornò a far parlare di sé solo nel 2007, anno in cui aprì un blog ricco di dettagli sulla sua brevissima carriera musicale e sui rapporti tutt’altro che idilliaci con l’industria discografica. Jameson continuò ad aggiornare la sua pagina fino a pochi giorni prima della morte, avvenuta il 12 maggio 2015 a causa di un aneurisma dell’aorta toracica.

A livello artistico, Bobby Jameson e Ariel Pink non condividono praticamente nulla, se non quegli ingredienti tipici della psichedelia anni ‘60 che all’istrionico artista di Los Angeles è sempre piaciuto infilare nel suo incredibile frullatore di idee. In “Dedicated to Bobby Jameson” torna il lo-fi, momentaneamente messo da parte nel precedente “Pom Pom” del 2014, ma resta viva come sempre la voglia di stupire e unire gli stili più diversi in un’unica – e a tratti riuscitissima – soluzione pop. Pink ha da sempre un talento innato nel dar vita a melodie orecchiabili e stravaganti allo stesso tempo. Nelle nuove canzoni, però, dimostra più che in passato di essere totalmente a suo agio con una serie di generi e sonorità che poco o nulla hanno in comune con il suo colorato psych-pop. Il cantante si muove con nonchalance tra anni ’60 e ’90, infarcendo di citazioni più o meno facili da individuare la sua ricetta musicale. Nel romantico synth-pop di “Feels Like Heaven” sembra davvero di sentire “Heaven” dei The Psychedelic Furs; “Death Patrol” si divide tra reminiscenze eighties alla Hall & Oates e gli archi eleganti tipici del philly soul. La psichedelia spensierata, vintage e a tratti sognante di “Time to Meet Your God”, “Dedicated to Bobby Jameson”, “Dreamdate Narcissist” e “Do Yourself a Favor” quasi passa in secondo piano se confrontata con alcuni tra gli episodi più audaci. Su tutti colpisce “Time to Live”, la cui rumorosa introduzione noise, accompagnata da un riff di chitarra elettrica teso come la corda di un violino e da cori che sembrano ripetersi all’infinto, esplode quasi all’improvviso in un allegro pop anni ’80 che deve molto (forse anche troppo, siamo ai limiti del plagio) a “Video Killed the Radio Stars” dei Buggles. In “Santa’s in the Closet” il buon Ariel si diverte a fare il verso a Falco, lo scomparso cantante austriaco noto per “Rock Me Amadeus” e “Der Kommissar”; mentre in “Kitchen Witch”, “Acting” e “I Wanna Be Young” si mette alla prova in un raffinato funk dalle leggere sfumature fusion e soul che non dispiacerebbe né al compianto Prince, né al giovane Mac Demarco. Il meglio, però, arriva con la travolgente e gioiosa “Bubblegum Dreams”: un vero e proprio gioiellino dream pop, a metà strada tra The New Pornographers dei tempi d’oro, Beach Boys e i R.E.M. di “Shiny Happy People”.

Probabilmente Ariel Pink è un artista troppo eccentrico per piacere a tutti, ma le sue doti di grande autore sono indiscutibili. E lo dimostra per l’ennesima volta con “Dedicated to Bobby Jameson”, nel quale non crea nulla di nuovo ma perfeziona ulteriormente la sua ricchissima formula pop. Senza dubbio uno dei dischi più interessanti della seconda metà di quest’anno.

Tracklist
1. Time To Meet Your God
2. Feels Like Heaven PLAY
3. Death Patrol
4. Santa's In The Closet
5. Dedicated To Bobby Jameson
6. Time To Live PLAY
7. Another Weekend PLAY
8. I Wanna Be Young
9 Bubblegum Dreams
10. Dreamdate Narcissist
11. Kitchen Witch
12. Do Yourself A Favor
13. Acting (feat. Dam Funk)
14. Revenge of the Iceman (Digital Bonus)
 
 

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