[CHIUSO] VINCI BIGLIETTI PER JERUSALEM IN MY HEART LIVE @ MONK, ROMA, MARTEDì 24 OTTOBRE

 
di
16 ottobre 2017
 

VINCITORI CONTEST: frank solitario | Samuel Mignery

Vi regaliamo 2 biglietti per il concerto di JERUSALEM IN MY HEART al Monk.

Aggiudicarsi il premio e’ facile. Inviate una mail con oggetto “Voglio JERUSALEM IN MY HEART” all’indirizzo eventi@indieforbunnies.com
Nella mail inoltre indicate un vostro nome o nickname. In caso di vittoria lo pubblicheremo su questa pagina.

Tra le mail che riceveremo sorteggeremo due fortunati vincitori ai quali assegneremo 1 biglietto ognuno.

Ti ricordiamo che l’ingresso al Monk è riservato ai soli soci possessori della tessera Arci 2018.
➟ REGISTRATI online tramite il form QUI
➟ RITIRA la Tessera all’ingresso, versando il contributo annuale.
Tra Registrazione e Ritiro devono intercorrere circa 24h, quindi non ridurti all’ultimo momento!!

IL CONTEST TERMINA LUNEDI’ 23 OTTOBRE

Martedi 24 Ottobre
Apertura Porte Ore 20:00 – Inizio Concerti Ore 22.00
JERUSALEM IN MY HEART in Concerto
INGRESSO RISERVATO AI SOCICON TESSERA ARCI 2017-2018
CONTRIBUTO ALL’ATTIVITA’ 10€

Radwan Ghazi Moumneh e l’artista multimediale Charles-André Coderre tornano con ‘If He Dies, If If If If If If’, secondo album del progetto Jerusalem In My Heart concepito nelle duplici case-natale di Montréal e Beirut.
Celebre per il prezioso lavoro come ingegnere del suono di Matana Roberts (i tre capitoli della saga Coin Coin), Mashrou’ Leila, Ought, Eric Chenaux (con il quale ha anche compost un album collaborative per il piccolo marchio Grapefruit Records Club) e Suuns (il disco in combutta per Secretly Canadian della primavera 2015 rimane ad oggi una delle migliori uscite dello scorso anno), Moumneh ha avuto mani in pasta in numerosi ambiti negli ultimi anni. Ha accompagnato JIMH di fronte ad un pubblico sbalordito tanto in Canada ed Europa quanto in Medio Oriente. Nonostante i numerosi progetti e commissioni che li hanno visti protagonisti, il gruppo è saldamente nelle mani di Moumneh – responsabile per tutti i suoni e le composizioni – e Coderre responsabile dei visuals in rigoroso formato 16mm e delle installazioni/proiezioni dal vivo.
Uno dei moment più alti del disco è nell’apertura di “A Granular Buzuk”, dove il suono di questo strumento tipico viene processato e campionato dai tagli in tempo reale di Radwan’s. Moumneh continua a sperimentare il suo amore per la tradizione pop Arabica delle audiocassette nella dance in bassa fedeltà di “Lau Ridyou Bil Hijaz”. C’è poi un sentito omaggio al poeta curdo, recentemente esiliato, Sivan Perwer nel folk scarno e tradizionale di “Ta3mani; Ta3meitu”. L’album si chiude con il drone creato da un flauto Bansuri (per gentile concessione di Dave Gossage) e dal suono di un delicato numero acustico alternato ai field recordings delle onde del mare registrate su una spiaggia libanese. Disco eccezionale che del gruppo di casa Constellation fa una delle più imprendibili espressioni a cavallo tra canzone politica, rock d’avanguardia e musica etnica.

 

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