METZ
Strange Peace

[ Sub Pop - 2017 ]
7.5
 
Genere: post-hardcore, noise
Tags: ,
 
23 Ottobre 2017
 

Lo strano concetto di pace dei Metz passa attraverso gli undici brani grezzi e nervosi di questo nuovo album, il terzo dopo l’esordio omonimo del 2012 e “II” del 2015. Per l’occasione il trio canadese ha collaborato con il leggendario produttore Steve Albini che – oltre ad aver fatto parte di alcune seminali band noise (Big BlackShellac) – ha contribuito in maniera determinante all’evoluzione sonora di quasi tutti i generi del calderone alternative negli ultimi trent’anni. Senza mai scendere a compromessi con l’industria musicale o le tendenze dell’ultima ora, Albini ha lasciato il suo personalissimo segno in pietre miliari come “In Utero” dei Nirvana, “Rid of Me” di PJ Harvey e “Surfer Rosa” dei Pixies, solo per citare tre dei suoi lavori più importanti.

Era solo questione di tempo perché due universi affini come quelli di Albini e Metz si incontrassero; eppure, “Strange Peace” è forse il disco meno tradizionalmente “albiniano” per i tre musicisti dell’Ontario. L’infrangibile muro di chitarra, basso e batteria costruito in quasi dieci anni di attività è più solido che mai, rafforzato dai suoni ruvidi e secchi portati in dote dall’esperto produttore statunitense; nonostante questo, però, tra i “mattoni” noise cominciano a intravedersi le prime crepe melodiche. Un approccio leggermente più pop che trova spazio nelle atmosfere sixties di “Cellophane”, nei mantra ossessivi e garage di “Caterpillar” e “Lost in the Blank City” e nel grunge di scuola Sub Pop dell’esplosiva “Common Trash”. Il resto è una colata lavica di noise e hardcore, con la chitarra al fulmicotone di Alex Edkins e la batteria frenetica di Hayden Menzies a contendersi il ruolo da protagonista. Rabbia e caos regnano incontrastati nel beat maniacale di “Mess of Wires” e “Mr. Plague”, nei richiami industrial di “Drained Lake” e “Sink” (l’episodio più sperimentale dell’album) e nel micidiale trittico finale costituito da “Escalator Teeth”, “Dig a Hole” e “Raw Materials”.

“Strange Peace” è l’ennesima conferma da parte dei Metz, ormai veri e propri padroni della scena noise nordamericana. Il fatto che in queste undici nuove canzoni sia possibile individuare sfumature e spunti diversi rispetto ai due dischi precedenti non è sinonimo di incoerenza; semmai, è segno di una non scontata maturità, in grado di rivelare una natura sin qui nascosta di questo interessantissimo trio canadese.

 

Tracklist
1. Mess of Wires
2. Drained Lake
3. Cellophane
4. Caterpillar
5. Lost in the Blank City
6. Mr. Plague
7. Sink
8. Common Trash
9. Escalator Teeth
10. Dig a Hole
11. Raw Materials
 
 

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