WEEKLY RADAR #6: DREAM WIFE

 
30 ottobre 2017
 

Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista ‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)…

L’annuncio è arrivato. Le Dream Wife pubblicheranno il loro atteso esordio omonimo il 26 gennaio via Lucky Number Music. Rakel Mjöll (voce), Alice Go (chitarra/voce) e Bella Podpadec (basso/voce) danno il via alle danze in quel di Brighton quasi per gioco, ma le cose poi iniziano a farsi serie.

Il primo biglietto da visita del loro accattivante dance-punk è l’EP “01”, che si dimostra subito colorato, vitale e ricco di melodie. Dove andiamo a prendere i punti di riferimento per queste tre fanciulle? Beh, i nomi sono tanti ma tutti ritrovabili in queste canzoni a presa rapida. Loro stesse parlano di Bikini Kill, Strokes, Blondie, Pretenders e Bananarama e non sbagliano affatto. “Hey Heartbreaker” è perfettamente bilanciata tra post-punk e new wave, mentre è impossibile restare fermi di fronte al melodico piglio ballabile di “Kids”.

Rakel Mjöll, di origini islandesi, si dichiara ispirata da Dolly Parton (cantautrice statunitense molto famosa in ambito country) nello scrivere i suoi testi, ma nella micidiale “FUU” c’è pure una citazione delle Spice Girls, mentre lo spirito ipnotico e nello stesso tempo puramente rabbioso del brano ci cattura al primo istante, con quelle urla che ci sconvolgono non poco .

I brani citati sono del 2016, mentre il 2017 viene inaugurato da “Somebody” che racchiude uno spirito più indie-punk, con la consueta attenzione al ritmo e a richiami che ci potrebbero ricondurre agli Strokes. Ben presto è tempo di “Fire”, brano che trasuda rock e che ha un lavoro magnifico sul ritornello che è davvero imbevuto di pop.

Il nuovo e ultimo singolo della band è la ruvida “Let’s Make Out” che sempre più consolida e fortifica il loro stile, che ha perso ormai la valenza più ballabile degli inizi (che magari ritroviamo giusto nei remix fatti per il brano “Fire”) ma che ha ormai acquistato in potenza e carica punk. L’attesa per il disco è ovviamente altissima!

 

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