STELLA MARIS
Stella Maris

[ La Tempesta Dischi - 2017 ]
8
 
Genere: indie-pop
 
11 Dicembre 2017
 

Solo un genio come Umberto Maria Giardini, che alcuni conoscono come Moltheni, poteva metter in piedi questa band: un piccolo ‘best of’ di musicisti della scena indie, tra cui spiccano il chitarrista de Il Pan del Diavolo e Ugo Cappadonia. Obiettivo (più che riuscito!): omaggiare senza troppi giri di parole o accordi gli Smiths, tant’è che il primo singolo “Eleonora no” introduce i nostri con un video (girato dal collettivo Mozukin) con un Giardini in versione Morrissey, con tanto di occhiali, insomma, a mio avviso, questa è genialità.

Il disco in realtà è anche molto di più, innanzitutto è bello, frizzante, ben arrangiato, con melodie cristalline e magicamente anni ’80, senza accusare il peso della nostalgia e poi la verve di Umberto spicca come non mai, sia come frontman che come cantante (le sue metafore e le sue suggestioni liriche, sempre impeccabili e toccanti, sono sicuramente più abbordabili e di lettura più immediata in questo progetto), in più si sente che, a differenza del suo percorso da solista, questo è davvero il disco di una band al completo, una band con i controcazzi per giunta.
Ci avevano promesso “brani accattivanti dove i sentimenti dettano legge e dove l’aria che si respira rievoca echi pastorali e incontaminati della musica pop più genuina” e noi possiamo solo ringraziare gli Stella Maris per aver mantenuto quanto promesso.

Guitar pop: mentre tutti piazzano synth un po’ ovunque, ecco che Umberto Maria Giardini e i suoi compagni di viaggio segnano il sacrosanto ritorno delle chitarre. Disco magnifico.

Tracklist
1. L'umanità indotta
2. Rifletti e rimandi
3. Piango pietre
4. Quella primavera silenziosa
5. Coglierti nel fatto
6. Eleonora no
7. Non importa quando
8. Quando un amore muore non ci sono colpe
9. Tutti i tuoi cenni
10. Se non sai più cosa mangi, come puoi sapere cosa piangi?
 
 

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