OCS
Memory of a Cut off Head

[ Castle Face Records – 2017 ]
7
 
Genere: Freak Folk, Psychedelic Rock
 
20 dicembre 2017
 

Ocs oppure Oh sees? In fin dei conti sono la stessa band, solo che una è il progetto originario e l’altra è una costola di John Dwyer, che si sposta su altri territori, più folk se vogliamo essere più precisi ed è così che nasce “Memory of a Cut off Head”, ormai uscito da un mese.

Le voci intrecciate di John e Brigid Dawson (ex membro della vecchia formazione dei Thee Oh Sees) risultano piacevoli e s’ incastrano alla perfezione come un puzzle da 1000 pezzi, come ad esempio in “The Remote Viewer” con le sue armonie vocali e l’inaspettato clavicembalo che la fa da padrone per tutto il pezzo.
Chitarre acustiche, violini e synth sono parte fondamentale di questa opera semi acustica; forse potrebbe esserci un omaggio a David Bowie con il pezzo “The Chopping Blow”, a livello strutturale il pezzo assomiglia parecchio a “Space Oddity”: impressioni o strane verità, la band non ha accennato nulla di questa cosa, quindi, per ora, è lasciato tutto al caso.

“Memory of a Cut off Head” è un piccolo quadro da incollare nella propria camera per far sembrare tutto armonico: se vi volete rilassare dopo una lunga e stressante giornata di lavoro è la scelta migliore che potete fare.
Forse l’unico neo di questo album è la traccia “Cannibal Planet”, troppo simile alle atmosfere di un’altra opera di John, ovvero il progetto solista Damaged Bug.

Tracklist
1. Memory of a Cut off Head
2. Cannibal Planet
3. The Remote Viewer
4. The Baron Sleeps and Dreams
5. On and On Corridor
6. Neighbor to None
7. The Fool
8. The Chopping Block
9. Time Tuner
10. Lift a Finger by the Garden Path

 
 

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