TOP TEN ALBUM 2017 DI GIOELE MAIORCA

 
23 Dicembre 2017
 

#10) OH SEES
Orc
[Castle Face Records]

Con “Orc” mi sarei aspettato la solita roba alla Oh sees classica maniera, chitarra fuzzata con il delay, giri di batteria senza tregua, invece, questa volta, hanno creato davvero un album ben diverso.
Si rimane impietriti dalla varietà dei pezzi, che spaziano dal garage più classico a momenti synth psichedelici di altissima qualità, come ad esempio “Keys To The Castle”. Secondo me è uno tra i migliori album della band.
Cambiare nome dopo ormai una ventina di dischi non è forse la scelta più saggia da intraprendere, ma da come si può intuire, a John Dwyer e la sua ciurma non ne può fregare di meno e per questo li stimo parecchio.

#09) PRIMUS
The Desaturing Seven
[ATO Records]

L’ultima fatica dei Primus (con la formazione originale) di questo 2017, tratto da un libro per bambini, risulta un concentrato di novità e freschezza che a questa band mancava da molto, molto tempo.
Consigliatissimo per gli appassionati e non.

#08) DAMAGED BUG
Bunker Funk
[Castle Face Records]

Nuovamente John Dwyer? Ma non ne avevo già parlato?
Questa volta do una posizione ad honorem all’ultimo disco del progetto solista del caro John, che riprende alcune cose dal penultimo album degli Oh Sees “A Weird Exit”, ma le arricchisce con uno stile che solo lui riesce a rievocare, ascoltate “Rick’s Jummy” per aver conferma di ciò che dico.

#07) L GORDO AND TRAIM
Mio figlio è figlio della musica

L gordo and Traim, effettivamente, chi diavolo sono?
Sono un duo rapper dalla provincia di Trento, che recentemente hanno pubblicato il loro primo Ep, una simbiosi di hip hop/rap che mischia qualsiasi cosa che gli capiti a tiro, da pezzi old school a quelli piu dark alla Frankie HI NRG MC direttamente dalla “Morte Dei Miracoli” ed altri generi molto più sperimentali. Ogni traccia è diversa dall’altra, così come variegato è il loro approccio alla musica: questo mi fa sperare per il loro futuro.

#06) GIORGIO POI
Fa Niente
[Universal Music Japan]

L’ho ascoltato sia su vinile che nel live e, devo dire, Giorgio Poi è davvero una delle promesse della musica italiana. Molti lo paragonano a Mac Demarco ma sinceramente ha qualcosa di più se lo confrontiamo con l’ultima opera del cantautore canadese. Una cosa che mi ha colpito, in particolare, sono i giri di basso: mai banali, originali ma sopratutto complessi, che fa piuttosto strano per il genere.
Se cominciate ad ascoltarlo state attenti, potrebbe diventare una droga.

#05) SUBMEET
submeet
[Dirty Sound Studio]

Una piccola perla mantovana esce dalle profondità più dark del Mincio, sto parlando dei Submeet, una delle novità di questo 2017: shoegaze e post punk uniti in un vorticoso noise, che nel suo insieme regala un ondata di freschezza e di novità che mancava nella musica nostrana.

#04) MAGIC CIGARETTES
Cooked Up Special
[Frizzer Studio, Walkman Records]

Mettete Mac Demarco da solo, in una stanza, con un divano e un giradischi, aggiungete una chitarrina degli anni 60′, un bong con erba a sufficienza e dei vinili punk underground degli anni 70′, uscirà qualcosa di simile a “Cooked Up Special”. Un continuo scambio di genere, dalla psichedelia più nostalgica, al jizz jazz più strampalato, c’è perfino un pezzo Hip Hop intitolato “Chill Out”, provare per credere.

#03) PIPE – EYE
Lauch About Life
[Flightless Records]

“Laugh About Life”, allucinogeno ed estremamente 60′, è realizzato interamente da Cook Craig, uno dei chitarristi dei King Gizzard & The Lizard Wizard. L’album si rivela un concentrato di novità, partendo proprio dalla struttura stessa del lavoro, suddiviso in atti come se fosse un libro o un opera teatrale.

#2) YOWIE
Synchromysticism
[Skingraft Records]

Sincopato, distorto, tetro e psicotico, queste sono le premesse che questo album trasmette al primo ascolto. Gli Yowie hanno sfornato un opera di massacro cerebrale e chi non è abituato al Math Rock più spinto farà fatica a capire cosa sta ascoltando, o ancor peggio, si sentirà spaesato e confuso, ma sinceramente, va bene così. Ci vuole coraggio a fare ciò che sta facendo questo gruppo poiché la maggior parte delle band di questo genere fa un math copia incolla. Qui non è affatto così.

#1) KING GIZZARD & THE LIZARD WIZARD
Polygondwanaland
[Flightless Records]

Questo nuovo album della band australiana è difficile da descrivere, forse perché dietro ci sono dei fuori di testa che quest’anno hanno sfornato 4 album o forse perché tutte le loro opere sono intrecciate tra di loro, dando una visione necessariamente ampia e surrealista. “Polygondwanaland” è gratis e chiunque, ripeto CHIUNQUE, lo può stampare a suo piacimento. Dopo averli visti live ed ascoltato tutto quello che avevano da offrire posso solo sperare il meglio per il loro futuro e la loro carriera.

 

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