SVEGLIARSI DAL LETARGO: INTERVISTA AI COMA_COSE

 
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25 gennaio 2018
 

Qualche settimana fa sono andato ad intervistare i Coma_Cose. Fausto e Francesca non hanno ancora pubblicato un disco, ma con un pugno di brani (sulla loro pagina Facebook definiscono il loro sound come “gli ingressi dei palazzi di Milano di notte”) hanno già fatto alzare le antenne di molte testate giornalistiche. Ma non ci sono solo sono gli addetti ai lavori ad apprezzarli, anche il pubblico è sempre più interessato e coinvolto, basti vedere il sold out a Bologna (al Covo).  Insieme ad Elia di Offset Magazine li abbiamo intercettati durante l’unica data in Trentino, allo Smart Lab di Rovereto (TN).

LEGENDA:
G = Gioele (Indie for Bunnies)
E = Elia (Offset Magazine)
FO = Fausto (Coma_Cose)
FA = Francesca (Coma_Cose)

G: Fatevi una domanda
FO: La domanda potrebbe essere, siete contenti di come sta andando il tour?
FA: Molto.

G: Da quanto suonate?
FO: Io da ormai un paio di anni, prima avevo un altro progetto musicale, sempre più o meno rap, più cantautorale diciamo. Francesca aveva avuto qualche esperienza come corista, aveva cantato in alcune produzioni.
FA: Si, comunque cose molto piccole.
FO: In realtà ci è venuta voglia di fare qualcosa insieme portando ognuno le proprie esperienze, come una band, che è strano per molti, però noi ci sentiamo così.

G: Da dove venite di preciso?
FO: Io vengo da Salò, dal Lago di Garda, quindi sono qua vicino diciamo.
FA: Dall’altra sponda del lago.
FO: Però abito da tanti anni a Milano, anche se sento la mancanza del mio paese natio.
FA: Però ci torni se ti manca.
FO: Te invece di dove sei? California? (Riferito a Francesca)
FA: Io sono di Pordenone, però anch’io vivo a Milano da 8/9 anni, devo dire che non mi manca troppo casa in realtà, ci torno poco, però mi trovo bene a Milano, mi sto ambientando negli ultimi anni.

G: Vi è mai capitato di fare una data nel vostro paese?
FO: Abbiamo suonato a Brescia che è vicino al lago di Garda, non troppo lontano da dove abito quindi, era una data fuori dal tour, è stato un po’ un esperimento, il pubblico era comunque entusiasta, però non abbiamo mai avuto l’esigenza di suonare nella nostra città d’origine.

G: Invece com’è andata a Bologna, so che avete fatto sold out
FA: Si, molto bene, non c’aspettavamo così tanta gente, talmente tanta che molti sono rimasti fuori dal locale.
FO: Ci hanno detto che la capienza era di 300 persone, ed in totale ne sono rimaste fuori altre 200 circa.
FO: Da una parte è una figata perché noi è stato un grosso WOW, però da una parte per quelli che sono rimasti fuori ci rimaniamo male, in più siamo a gennaio, quindi fa anche freddino.

G: Avete mai pensato di fare un tour all’estero?
FA: Si, ogni tanto ci sogno sopra…
FO: Ma lo sai che è pazzesco? Dopo la nostra primissima canzone che abbiamo caricato su Youtube era arrivata una proposta per andare a suonare a Londra, naturalmente eravamo stupiti della cosa anche perché non erano ancora arrivate le proposte per suonare in Italia.
FA: Però non ci abbiamo tanto creduto…
FO: Dicendoci: “Fidatevi, fidatevi, ci sentiamo, sicuro!” e poi alla fine è sparita nel nulla, noi siamo ancora qua e Londra è ancora la.

G: Cosa vuol dire Coma_Cose?
FO: Coma era per due motivi: il primo era il nostro periodo di vita, molto comatoso, infatti da quel momento in poi abbiamo cominciato a muoverci, diciamo, svegliarci dal letargo, il secondo motivo invece è il coma dell’ hangover, il coma del giorno dopo che contraddistingue i nostri racconti metropolitani notturni.

G: A cosa vi ispirate?
FO: Beh, ci ispiriamo a ciò che sentiamo.
FA: Ci ispiriamo molto a Guccini.
FO: Ci ispiriamo sopratutto alle cose degli anni 2000, infatti dal 2005 al 2015 non sappiano niente, nel senso che, ci piacciono tantissimo le cose super-attuali, ma poi andiamo a pescare cose molto precedenti: in generale un mash-up tra adesso e molti anni fa.

E: Infatti c’è un mix di nostalgia e novità, molto fresco e moderno
FO: Infatti cerchiamo di far convivere degli aspetti un po’ più alti, anche dei tessuti musicali apparentemente diversi uno dall’altro.

G: Qual’è il vostro cibo preferito?
FO: Per me senza dubbio è il pollo Tandoori, si, senza dubbio.
FA: Per me avocado e rucola
FO: Quindi l’insalata?
FA: Si, l’insalata

G: Mi consigliate degli artisti italiani?
FA: Mi piaccio molto i Baustelle, poi…noi?

*Risate generali*

FA: Lucio Dalla, Fabrizio De André, I Tre Allegri Ragazzi Morti e penso gli Skiantos.
FA: Poi c’è anche il Culo Di Mario, sono due suoi amici (riferito a Fausto).
FO: Però si sono già sciolti quindi…vivono ancora nel mito, se vai su Youtube li trovi ancora.

G: Come vedete la musica indipendente italiana ma sopratutto quella all’estero?
FO: Sicuramente un buon momento perché stanno funzionando tantissime cose autentiche, quindi si è scardinato un po’ il fatto che ci può essere un solo tipo di discografia che arriva a tanta gente, ma adesso, grazie a social, tanti gruppi nascono praticamente dal nulla e riescono a fare cose grandissime, mi viene in mente Carl Brave x Franco 126, in 8 mesi, da una cosa buttata casualmente su Youtube, sono riusciti a fare concerti di 7/8 mila persone, per me è una cosa pazzesca. Una cosa che non mi piace è il dibattito tra Indie e Major, secondo me c’è tanta confusione ed è inutile farsi troppe pippe mentali. In questo momento le Major hanno perso tanto potere rispetto al passato e le etichette indipendenti gli stanno “facendo il culo”.

E: Secondo molti farete il botto quest’anno, com’è vedete questa cosa?
FO: La domanda è lusinghiera, ovviamente poi sta alla gente sposare i progetti e farli diventare più grandi, a volte diventare più grandi significa avere delle capacità comunicative e riuscire ad arrivare alle persone ma poi devono anche essere le persone a spargere il verbo, insomma, la migliore pubblicità è il passaparola, funziona quasi sempre, ed anche se può non piacere comunque fa notizia.

E: Sentite anche la pressione di questa “fama” crescente oppure la vivete tranquillamente?
FO: Fama è una parola grossa, onestamente ti dico di no perché essendo che il progetto è nato da così poco non abbiamo un paragone, per noi è tutto nuovo è un po’ un “vada come vada”, speriamo di continuare su questa via.

 

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