I PRIMI PASSI DEI GIOVANI IRLANDESI OTHER CREATURES: L’INTERVISTA CON IL CANTANTE KONRAD TIMON

 
29 Gennaio 2018
 

Gli Other Creatures sono già comparsi nella nostra sezione ‘Brand New’. I singoli anticipatori del loro primo EP erano ricchi di suggestioni anni’80 tra Cure e Smiths, eppure, se dovessimo chiedere ai ragazzi queli sono le band che maggiormente li hanno ispirati, probabilmente risponderebbero Pixies,  Elliott Smith o Pavement. Per saperne di più su di loro e su “The First EP”, uscito proprio in questi giorni, abbiamo raggiunto via mail il cantante Konrad Timon.

Ciao ragazzi, come state? Da dove ci scrivete?
Ciao, ti stiamo scrivendo da una particolarmente fredda Dublino.

Domanda banale, lo so, ma in realtà non abbiamo molte informazioni su di voi: com’è nata la band? Sono sorpreso di leggere che avete avuto difficoltà a decidere chi dovesse essere il cantante, è vero?
Beh, ci siamo incontrati tutti al liceo quando eravamo ancora più giovani e abbiamo iniziato a suonare insieme a diversi cantanti, ma quando siamo partiti seriamente abbiamo deciso di iniziare da soli. Oh, beh, in realtà io non cantavo affatto, ma eravamo un po’ disperati con questa ricerca di un cantante e, onestamente, non eravamo troppo entusiasti di avere un nuovo membro nella band, quindi ho affrontato le mie paure e i ragazzi mi hanno praticamente fatto una specie di audizione. Sinceramente, non sapevo nemmeno come sarebbe stata la mia voce fino ad allora.

Il vostro primo EP è arrivato da pochissimo, come vi sentite?
Ah, siamo davvero molto eccitati. Pubblicare “Luxembourg” e “Soft & Sweet” come singoli è stato grandioso, ma sento davvero che le 4 canzoni sull’EP si adattano bene l’una all’altra e tutto sommato avrà più senso ascoltarle tutte insieme. E’ un grande sollievo avere una visione completa.

“Luxemburg” è una canzone magnifica. Voi citate come influenze Pixies, Led Zeppelin e Pavement, ma in questa canzone sento anche alcuni suoni che mi ricordano i primissimi U2 (quelli dell’album “Boy”), cosa ne pensi?
Oh grazie mille. Dici sul serio? Sai che non lo abbiamo mai notato prima, ma di sicuro lo prendo come un complimento. Non sono mai stato un grande fan degli U2, ma li apprezzo, Dave è un fan e quindi ne sarà molto felice. “Boy” in effetti è un gran bel disco, è bello vedere che band così famose sono ricordate anche per le cose dei loro esordi.

Un punto fondamentale della vostra musica è l’attenzione che date ai momenti di vuoto e silenzio, penso a una canzone come “Lady Boy”, ad esempio. Non vi spaventa il fatto che il suono non sia rimepito, ma anzi lavorate sui dettagli e la stessa cosa succede anche in “Soft & Sweet”, come se la tua voce “dialogasse” con la chitarra e con la sezione ritmica. Cosa ne pensi?
Ah grazie, immagino che forse con solo tre componenti nella band si è un po’ limitati in questa capacità di occupare tutti gli spazi, ma ti confesso che mi piace la sensazione inquietante che puoi ottenere avendo a disposizione molto spazio, anche sonoro. Mi piace molto creare dinamiche di forte e piano, situazioni che salgono e poi calano. Direi che non ci pensiamo troppo quando stiamo scrivendo le canzoni, ma probabilmente hai ragione, quello che hai detto è proprio un comune denominatore in queste canzoni.

È vero che durante il mix finale si è rotto un computer e avete rischiato di perdere tutto il vostro lavoro?
Haha sì, certo. Avevamo appena finito di registrare tutto e abbiamo iniziato a mixare e proprio a metà mix il nostro disco rigido è morto. Il problema con queste cose è che poi, metterci mano è costoso o impossibile da correggere. Allora abbiamo iniziato a registrare nuovamente il tutto, ma nel frattempo abbiamo recuperato alcune canzoni. Forse però è stato meglio così, perché alcune delle canzoni sono state migliorate nella seconda registrazione. Lascia che te lo dica, questa è stata solo una fortuna.

C’è qualcosa che ti piace particolarmente nell’EP o che comunque ti colpisce ad ogni ascolto?
Hmm, ci devo pensare, non sono sicuro. A volte scherziamo con qualcosa e otteniamo un suono che finisce per determinare l’intera canzone. All’inizio di “Birthal” puoi sentirmi urlare e fondamentalmente era solo pura frustrazione, perché non riuscivo a ottenere la parte giusta con la chitarra. Non ho mai urlato in quel modo prima e forse non lo farò mai più e proprio per questo era giusto tenere quest’urlo.

Tra le band emergenti a Dublino, quest’anno, gli Otherkin hanno davvero fatto il botto. Li conoscete bene?
Certo, abbiamo suonato un paio di volte con gli Otherkin. Sono un gruppo davvero adorabile e hanno uno dei migliori live che io abbia mai visto. Mettono una vera e propria scossa addosso ai presenti e l’unica cosa che si piò fare e farsi contagiare.

Qui in Italia gli U2 sono ancora una band con un sacco di follow-up e considerazione. È ancora così in Irlanda?
Oh beh, gli U2 sono una specie di leggenda in Irlanda. Voglio dire, è decisamente una cosa che polarizza odio e/o amore, non fosse altro perché sono una delle più grandi band del mondo e non c’è nulla che nessuno possa fare a riguardo, che piaccia o meno la loro musica. Ciò può generare anche risentimento per loro e sicuramente Bono è fin troppo schietto, ma alla fine c’è poco da fare, hanno fatto parte della migliore musica pop/rock di tutti i tempi e ci sono ancora molti fan irriducibili. Come ti dicevo non sono un grande fan, ma li rispetto.

Vi piace passare molto tempo in studio?
Registriamo ogni cosa nella mia mansarda, che è dove proviamo, quindi non abbiamo passato molto tempo in uno studio adeguato. Abbiamo trascorso 3 giorni nel tentativo di registrare alcune delle canzoni che sono sul EP, ma in realtà non ci andava bene e i risultati non erano proprio quello che speravamo. Penso che la mansarda invece sia perfetta per noi, sto sempre registrando e scrivendo lì e penso che, per ora, abbiamo la capacità di far suonare le cose come vogliamo, senza dover andare in studio. Mi piacciono i rumori di sottofondo, i suoni delle stanze e tutto il resto.

Parlami dei vostri spettacoli dal vivo…
Proviamo molto i nostri live e poi suoniamo insieme da quando avevamo 13 anni, quindi mi piace pensare che siamo abbastanza affiatati, o almeno lo spero…mi piace coinvolgere le persone, ma suppongo che prima devo capire bene i miei modi per farlo. Spero solo che le persone a fine concerto abbiano ancora voglia di sentire le canzoni e vederci di nuovo.

Grazie ancora. Con che canzone potremmo chiudere questa chiacchierata?
Oh, grazie mille a te Ricky. Ultimamente sono ossessionato dalla musica di Katie Dey, specialmente da una canzone intitolata “All”.

 

“Bisogna guardare al futuro e ...

Jake Clemons dal 2012 – dopo la morte dello zio Clarence – è diventato il sassofonista della E-Street Band di Bruce Springsteen, con ...

“Ogni canzone parla di un ...

Malena Zavala è una musicista indie-pop argentina, ma trasferitasi ancora bambina a Londra: la ragazza sudamericana, che è anche una ...

“Il mio suono ha una maggior ...

di Stefano Bartolotta Fin dal suo primo EP “Beautiful Words” del 2015, il londinese Oscar Scheller, che al tempo si faceva chiamare solo ...

“Creare bellezza dalla ...

Jack. Un nome solo e già ci vengono i brividi. Con solo 3 album (l’ultimo è del 2002) si sono conquistati un posto nel nostro cuore. ...

Abbiamo intervistato Nick Sadler ...

I Daughters nascono nel lontano 2002 a Providence: la carriera della band noise-rock del Rhode Island, in realtà, è molto meno intensa di ...