WEEKLY RADAR #16: THE GUESTS

 
29 Gennaio 2018
 

Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista ‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)…

Quando la propaganfa di sinistra incontra il pop degli anni ’80. Ci ridiamo su, ma sembrano essere questi i punti fermi dei Guests di Philadelphia che a chiare lettere, sul loro Bandcamp dischiarano di fare “COMMUNIST PROPAGANDA IN POP MUSIC FORM” (pure in maiuscolo, tanto per essere chiari!). Tutto parte, nel 2015, dall’intento di Christian Vogan (voce) e Alkis Meimaris (chitarra) che mettono in piedi un progetto post-punk e goth dopo aver già fatto parte di una cover band dei New Order. La sezione ritmica è completata da Hart e Kyle Seely (degli Sheer Mag), mentre Florence Lin è ai synth.

Nel maggio del 2015 la loro opera di “propaganda” inizia con una cassetta a tiratura limitata di 200 copie: si tratta dell’ EP “Red Scare ’15”. Appare subito chiaro che il tributo agli anni ’80 è altissimo e funziona a meraviglia. Da una parte un secco pust-punk che procede compatto e solido, con basso e batteria che fanno il loro lavoro alla grande e dall’altra il verbo di Morrissey/Marr che dimostra di essere conosciuto alla perfezione. “Sick Of It All” è decisamente canonica nel suo secco incedere ritmico, ma è ottimamente curata nel sound con questo synth che entra micidiale a dare il rinforzo melodico.

“Third Coming” è, fin dall’impostazione vocale e dalle chitarre jangle, vicina all’estetica degli Smiths, con basso e batteria che non perdono il loro incedere rigoroso.

Nel luglio del 2016 arriva il secondo EP, sempre sotto forma di cassetta in edizione limtata di 200 copie. Le coordinate restano quelle già note, forse con una maggior attenzione melodica che si sublima nella deliziosa “Have You The Time?”, in cui Alkis Meimaris ci porta di peso proprio negli anni ’80, con quegli arpeggi che ci entrano dritti nel cuore.

“Tower” ha una partenza con un piglio funk che pare di ascoltare gli Spandau Ballet, poi si entra nel clima più rigoroso dei nostri, con un synth atmosferico e una sensibilità quasi gotica che permea l’ambiente e un lavoro chitarristico che rimanda comunque alla band dei fratelli Kemp.

Micidiale la traccia “Boots On The Ground” che si basa principalmente sul lavoro ritmico, mentre la chitarra si muove in tono sobrio e curatissimo, lavorando anche sul silenzio e non solo a rimepire il suono. Sembra quasi di ascoltare i Depeche Mode in alcuni passaggi. Canzone suggestiva a dire poco.

Nel settembre 2013 la Sabotage Records mette i due EP su un 12″ (con adeguata rimasterizzazione)e dalla cassetta la propaganda trova il vinile come mezzo d’espressione.
A metà dicembre ecco la bella sorpresa. Su Youtube compare un nuovo brano dei nostri amati Guests che anticipa un disco chiamato “Popular Music”, atteso per il 9 febbraio.Un buon piglio pop e le caratteristiche che già ci erano note perfettamente equilibrate, anche sembra che Florence Lin si stia ritagliando sempre più spazio: l’antipasto è decisamente gradito!

 

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