SANREMO: 15 CANZONI ‘ALTERNATIVE’ CHE HANNO RESO IL FESTIVAL UN MONDO MIGLIORE

 
6 Febbraio 2018
 

Nella lunga storia sanremese si sono succedute negli anni molte presenze di artisti cosiddetti “alternativi”, gente cioè che palesemente proponeva brani poco in linea con la classicità della kermesse in questione.
Spesso si è trattato di veri e propri ingressi nel mondo dorato della musica propriamente detta “di consumo”, ma il più delle volte sembra che Sanremo possa costituire una sorta di “promozione”, o di consacrazione presso un pubblico certamente più vasto rispetto a quello che solitamente si è in grado di raccogliere negli ambienti cosiddetti “indie”.

Ecco quindi di seguito le 15 migliori canzoni alternative (a mio avviso) presentate a Sanremo, in ordine crescente (dalla quindicesima alla prima), precisando che da questa lista sono state escluse quelle canzoni che più che “alternative” erano bizzarre (penso ai casi di Paolo Rossi, David Riondino e Sabina Guzzanti, Gigi Sabani, Marisa Laurito, PituraFreska o i demenzialissimi Figli di Bubba e il duo dei Soliti Idioti!)

BONUS TRACK: VASCO ROSSI – VITA SPERICOLATA

Anno 1983

Destarono stupore e meraviglia, specie col senno di poi (visto lo status di assoluto big della musica italiana negli anni conseguito) le due esibizioni sanremesi di Vasco Rossi, nel 1982 con “Vado al massimo” e l’anno successivo con “Vita spericolata”. Ma a dire il vero, all’epoca il suo modo di cantare e di comunicare era davvero particolare per i palati sanremesi e nessuno, sul momento, si scandalizzò di quei deludenti piazzamenti.

Sanremo (e l’immensa visibilità che ne conseguì) fu comunque decisivo per Vasco, che ben presto avrebbe fatto breccia nel cuore di centinaia di migliaia di giovani, che ben si immedesimavano in lui, nelle sue storie, spesso disperate e ribelli. “Vita spericolata” non avrebbe potuto, a essere attenti, passare inosservata, col suo carico di pathos e il suo trasporto, con la sua interpretazione biascicata, lontanissima dal bel canto. A fine anno l’album “Bollicine” consacrerà il Blasco e il suo popolo, vendendo un milione di copie e aggiudicandosi il Festivalbar.

MARLENE KUNTZ – CANZONE PER UN FIGLIO

Annno 2012

Sull’onda di altri gruppi rock che li avevano preceduti nell’esperienza sanremese, anche i Marlene Kuntz, affermatissimi nel circuito del rock alternativo sin dalla prima metà degli anni ’90, optano per la prestigiosa vetrina sanremese, ma lo fanno portando un brano evidentemente debole se rapportato ai loro classici. “Canzone per un figlio” poco aggiunge alla loro già avviata carriera e di certo non li sdogana presso il pubblico generalista, a differenza di altri che vedrete procedendo a leggere l’articolo.

BLUVERTIGO – L’ASSENZIO

Anno 2001

Il colpo di coda come gruppo per i Bluvertigo, che in pratica da lì a breve “congeleranno” la sigla sociale per dare sfogo ognuno alle proprie tensioni artistiche, (diciamo che Morgan dopo un promettentissimo esordio solista sembrerà “abusare” della propria libertà divenendo- lo dico con rammarico – più personaggio che cantautore) avviene con questa canzone portata a Sanremo nel 2001 e tutto sommato in linea con la loro produzione.

STATUTO – ABBIAMO VINTO IL FESTIVAL DI SANREMO

Anno 1992

Alfieri del migliore ska all’italiana, i torinesi Statuto dettero una botta di energia all’edizione sanremese del 1992 partecipando nella sezione “Novità” con questa “paradigmatica” canzone, autoironica dichiarazione d’intenti. 30 anni esatti fa pubblicarono il loro primo album e sono ancora in attività, coerenti nel loro percorso artistico.

AEROPLANITALIANI – ZITTI ZITTI (IL SILENZIO E’ D’ORO)

Anno 1992
Nella stessa edizione degli Statuto, sempre tra le “Novità”, ancora meno convenzionali parvero gli Aeroplanitaliani capitanati da Alessio Bertallot che fecero un gesto alquanto ribelle, rimanendo zitti per ben 25 secondi durante la loro canzone, intitolata appunto “ Zitti, zitti (Il silenzio è d’oro)”.

PERTURBAZIONE – L’UNICA

Anno 2014

Rivelazione dell’edizione del 2014 nella sezione “Campioni” sono stati i Perturbazione che stupirono il pubblico con la frizzante “L’Unica” che ebbe più fortuna de “L’Italia vista dal Bar”, l’altro pezzo presentato in gara. Da sempre si distinguevano per un gusto pop molto raffinato e per testi agro-dolci: il Festival rappresentò un punto di svolta per il gruppo, che ebbe molta risonanza nei mesi successivi ma il cui successo improvviso portò anche degli strascichi interni con la formazione storica che mutò in parte la sua faccia. (Nel video non c’è l’esibizione sanremese)

AFTERHOURS – IL PAESE E’ REALE

Anno 2009

Il tifo spudorato che fece il conduttore Paolo Bonolis per loro nell’edizione sanremese del 2009 non bastò ai milanesi Afterhours, già dei big del rock italiano,per far breccia nel pubblico mainstream (sarà necessario molti anni dopo X Factor per far notare almeno Manuel Agnelli ma in altre vesti!). “Il paese è reale” però vincerà a mani basse il prestigioso ‘Premio della Critica Mia Martini’ e diventerà tassello di un progetto importante legato alla valorizzazione da parte del gruppo stesso di tanti altri alfieri della scena indie italiana dell’epoca, raccolti in una compilation. (Non è l’esibizione del Festival quella nel video)

MARTA SUI TUBI – VORREI

Anno 2013

Dei due brani presentati a Sanremo 2013 nella sez. “Campioni” (regolamento a mio avviso discutibile…) dai Marta Sui Tubi, in finale arrivò “Vorrei” anziché “Dispari” ma entrambe misero in luce la qualità della band di Giovanni Gulino che già si era fatta apprezzare eccome negli ambienti alternativi grazie alla peculiarità del suono e a scatenate performance nei concerti. Prova superata benissimo anche sul Palco dell’Ariston. (Non è il video sanremese quello che vi proponiamo)

LA CRUS – IO CONFESSO

Anno 2011

In gara a Sanremo tra i Big quando in pratica non esistevano più (e infatti la dicitura esatta per questa edizione sarà Mauro Ermanno Giovanardifeat. La Crus), dopo aver in passato più volte sfiorato l’approdo su questo palco, onorano la lunga attesa con una canzone intensa e profonda, molto affine allo stile proposto negli anni ’90 dal gruppo, in cui classicità e modernità seppero fondersi egregiamente.

NEGRAMARO – MENTRE TUTTO SCORRE

Anno 2005

Nel 2005 tra i Giovani fece scandalo l’esclusione nella prima serata sanremese di un gruppo salentino, i Negramaro. Guidati dal talentuoso Giuliano Sangiorgi, diventato successivamente uno dei più ricercati songwriters italiani, il gruppo esplose subito, vendendo centinaia di migliaia di copie dell’album “Mentre tutto scorre”, il cui titolo riprendeva quello del favoloso brano presentato sul palco dell’Ariston. Sui Negramaro attuali meglio sorvolare.

TIROMANCINO – STRADE

Anno 2000

Il 2000 si apre con la bella scoperta tra le Nuove Proposte sanremesi dei Tiromancino, in realtà attivi senza troppa fortuna dal 1992. Decisiva in questa malinconica e soffusa canzone la collaborazione con Riccardo Sinigallia, che poi diverrà membro fisso della band contribuendo a scrivere col leader Federico Zampaglione i brani dell’album della piena affermazione “La descrizione di un attimo”.

SUBSONICA – TUTTI I MIEI SBAGLI

Anno 2000

E’ del 2000 anche la partecipazione (me nel loro caso nella sezione Campioni) a Sanremo dei Subsonica. Una band che beneficiò non poco della kermesse ligure per ampliare il proprio pubblico e fare il cosiddetto salto tra i grandi. “Tutti i miei sbagli”, pur non discostandosi dal sound elettronico caro al gruppo torinese, fece breccia sin da subito presso una platea generalista. Il successivo album entrò direttamente al primo posto delle classifiche di vendite, confermando la band di Samuel e Max Casacci come una delle migliori della loro epoca.

DECIBEL – CONTESSA

Anno 1980

Nel 1980 si esibisce sul palco sanremese un giovane gruppo, lontanissimo dagli stilemi cari al Festival. I Decibel suonano post punk spruzzato di new wave, alla loro guida un giovanissimo Enrico Ruggeri appare bizzarro con i suoi occhialoni bianchi ma anche in possesso di ottime corde vocali e della giusta genialità per far parlare di sé a lungo negli anni a venire. Il buon Rouge, discostandosi dai suoni cari al suo gruppo e scandagliando la vasta gamma della musica leggera italiana, diverrà poi uno dei massimi cantautori italiani, tra i più raffinati e versatili. A distanza di ben 38 anni la storica band, da poco riformata, si appresta a partecipare nuovamente al Festival. Saranno in grado ancora di stupire?

RINO GAETANO – GIANNA

Anno 1978

Nel 1978 si esibì a Sanremo un folkloristico cantastorie davvero difficile da incasellare per la critica musicale. Rino Gaetano infatti era lontanissimo dai cantautori classici, sia a livello di tematiche, sia come struttura dei suoi brani che come testi: cinici, surreali e talvolta irriverenti ma sempre capaci di far pensare. Un “giullare” della musica italiana, che sul palco sanremese diventò un vero fenomeno di costume, grazie alla divertente e liberatoria “Gianna”. Arriverà a un passo dalla vittoria finale, giungendo terzo, ma il vero trionfatore di quell’edizione sarà proprio lui, che con questo singolo conquisterà il grande pubblico, prima della precoce morte che lo verrà a cogliere, quando davvero stava per diventare un modello di riferimento per i giovani cantanti di inizio anni ’80. Pezzi come “Il cielo è sempre più blu” o “Mio fratello è figlio unico” rimangono pietre miliari di tutta la produzione italica, brani originali e in un certo senso ancora attuali

PICCOLA ORCHESTRA AVION TRAVEL – SENTIMENTO

Anno 2000

Gli Avion Travel si fecero apprezzare moltissimo sin dalla loro prima apparizione sanremese del 1998, quando nella sezione Campioni vinsero il Premio della Critica Mia Martini e il Premio Volare (Migliore Musica) con la struggente “Dormi e Sogna”. Due anni dopo però sbaragliarono la concorrenza vincendo addirittura il Festival con l’altrettanto intensa “Sentimento”. A tutt’oggi è l’exploit più clamoroso della storia della manifestazione, la dimostrazione che anche una musica di qualità, colta e classicheggiante può attecchire presso il grande pubblico. Il carismatico cantante Peppe Servillo ritorna in gara a Sanremo quest’anno in coppia con Enzo Avitabile e siamo pronti a scommettere che non passerà di certo inosservato.

ELIO E LE STORIE TESE – LA TERRA DEI CACHI

Anno 1996

E mi è sembrato giusto “risarcire” Elio e Le Storie Tese riconoscendo loro il posto più alto del podio, laddove nel 1996 giunsero a sorpresa “solo” secondi dietro Giorgia con annesse polemiche.

“La Terra dei cachi” letteralmente sbancò, e fece esplodere il gruppo (già allora seguitissimo ma pur sempre di culto), capace poi di dominare le classifiche con l’album “Eat the Phikis”. Nella fattispecie la canzone era lo specchio fedele in chiave ironica del nostro Paese ed è divenuta negli anni un vero e proprio classico sanremese. Da allora sono risaliti su questo palco altre volte, sempre con trovate geniali. Lo faranno ancora, molto probabilmente un’ultima volta, quest’anno con un titolo che alla luce del già annunciato scioglimento è tutto un programma: “Arrivedorci”

 

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