WEEKLY RADAR #18: SAY SUE ME

 
12 febbraio 2018
 

Attiviamo il radar e scandagliamo in profondità un universo musicale sommerso. Ogni settimana vi racconteremo una band o un artista ‘nascosto’ che secondo noi merita il vostro ascolto. Noi mettiamo gli strumenti, voi orecchie e voglia di scoperta, che l’esplorazione abbia inizio (e mai una fine)…

Il WR di oggi ci porta in Sud Corea, a Busan per l’esattezza, sede dei deliziosi Say Sue Me, quartetto nato nel 2012 e composto a tutt’oggi da Choi Sumi (voce/chitarra), Kim Byungkyu (chitarra), Ha Jaeyoung (basso) e Kim Changwon (batteria). Andando sulla loro pagina Facebook troveremo semplicemente la dicitura “indie rock, surf rock” per definire il sound, ma in realtà, spesso, accostato al loro nome si trova il termine “Surfgaze”, in quanto i nostri prendono tanto dagli anni ’60 e dal surf-rock quanto dal rock anni ’90, andando a realizzare un mix sonoro che va da Dick Dale e The Ventures a Pavement, Sebadoh, Yo La Tengo, Mazzy Star e Jesus & The Mary Chain. Il tutto è assolutamente delizioso.

Il primo album dei Say Sue Me esce nell’ottobre 2014 e s’intitola “We’ve Sobered Up” e mette in luce proprio le caratteristiche appena indicate. Il primo assaggio che vi diamo, “Long Night And Crying”, è di quelli belli sonici, a dimostrare che nella carta d’identità dei nostri compare anche la parola ‘shoegaze’.

Se in “I Know I’m Kind of Boring” il lato surf emerge più vistoso ecco che in un brano come “One Week” pare proprio di avere una Mazzy Star (meno sensuale) che torna a far baldoria con i fratelli Reid, rumorosi e melodici come piace a noi.

Nel luglio del 2015, sempre per l’etichetta Electric Muse come per l’esordio, il nostro quartetto da alle stampe l’EP “Big Summer Night” che lavora pregevolmente nel mix di surf-rock e indie-pop rock, con questa componente che pare emergere sempre più rispetto all’esordio. Dopo una partenza “tarantiniana” con “Fight the Shark” (strumentale, così come il brano di chiusura, la notturna, “Spy on Motorbike!”, pronta ad esplodere sonicamente nel finale), che avrebbe fatto bella mostra di se nella colonna sonora di ‘Pulp Fiction’, ecco che arrivano perle deliziose come “My Problem” e “One Question” dal ritornello più pop che mai.

Nell’aprile del 2017 queste due uscite sono raggruppate nella compilation “Say Sue Me”, che serve come primo biglietto da visita della band per muoversi fuori dai confini nazionali. Nello stesso mese usciva anche “Semin” EP, che conteneva due brani editi più due inediti. Il titolo dell’Ep (uscito per il Record Store Day) è un tributo al batterista Kang Semin (che aveva suonato nei due lavori di cui abbiamo parlato sopra), rimasto poi in coma per due anni. Il suo posto era stato preso da Casey McKeever. I due brani nuovi sono “But I Like You” e “I Just Wanna Dance”. La prima riprende un po’ il piglio alla J&MC, mentre la seconda è bella pimpante e piacevolmente distorta. Ci vengono in mente gli Heavenly di casa Sarah Records.

A metà dicembre esce il regalo natalizio della band, ovvero uno split 7″ condiviso con i giapponesi Otoboke Beaver. Il brano dei Say Sue Me è “Good for Some Reason”, travolgente brano indie-pop dal cuore shoegaze.

Ormai a rapidi passi ci stiamo avvicinando al secondo album della formazione sud coreana, “Where We Were Together”, atteso per il 13 aprile e, per il momento, anticipato dalla deliziosa “Old Town”, che mostra una band completamente in grado di amalgamare alla perfezione tutte le influenze, per creare qualcosa di personale e avvincente. Non vediamo l’ora di ascoltare questo disco!

 

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